“Delta Lady” – Factory (Mark IV) | Rehearsal Session, Jan 2026
“Delta Lady” è uno di quei brani che, in sala prove, rivelano subito se una band sta semplicemente suonando… o sta diventando una cosa sola. Nella sessione di gennaio 2026 i Factory (Mark IV) non cercano l’imitazione del classico: lo prendono come pretesto per misurare la nuova chimica, assestare il repertorio e capire fin dove può spingersi il loro blues-rock psichedelico quando la macchina groove gira rotonda.
L’attacco è tutto nel respiro collettivo: batteria e basso scelgono un passo “da strada”, elastico, mai rigido, mentre la chitarra elettrica di Davide disegna bordi taglienti e la voce di Antonio si muove con intenzione, più interpretazione che esibizione. È qui che il brano cambia pelle: l’acustica sostiene, ma non addolcisce; l’elettrica punge, ma non sovrasta. In mezzo, le tastiere di Silvio fanno da collante: Hammond e piano che scaldano la base e aprono piccole finestre psichedeliche, come se il pezzo ogni tanto si voltasse indietro verso i ’70 per poi tornare dritto alla sala prove.
Si sente che è un momento di “messa a fuoco” del repertorio: arrangiamento ancora vivo, qualche curva lasciata volutamente larga, ma direzione chiarissima. I Factory -Mark IV- stanno costruendo un suono più vigoroso e più ampio, dove il groove resta sovrano e la psichedelia entra come spezia, non come costume.
Il bello di questa “Delta Lady” è proprio l’energia non rifinita: la band sta assestando, provando pesi e dinamiche, e nel farlo trova un’identità. Non è una fotografia perfetta: è una Polaroid calda, sporca, vera. E promette bene.