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Allora pregò e disse:
«O SIGNORE, non e" title="Submit this to Pinterest" rel="noopener noreferrer">Pinterest0
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Giona ne provò gran dispiacere, e ne fu irritato.
Allora pregò e disse:
«O SIGNORE, non era forse questo che io dicevo,
mentre ero ancora nel mio paese?
Perciò mi affrettai a fuggire a Tarsis.
Sapevo infatti che tu sei un Dio misericordioso,
pietoso, lento all’ira e di gran bontà
e che ti penti del male minacciato.
Perciò, SIGNORE, ti prego, riprenditi la mia vita;
poiché per me è meglio morire piuttosto che vivere».
Il SIGNORE gli disse: «Fai bene a irritarti così?»
—
(Giona 4:1-4 – La Bibbia)
Serie completa pensieri sul libro di Giona
È curioso vedere come il nostro atteggiamento nei confronti di Dio possa cambiare a seconda di come vadano le cose. Quando le cose vanno secondo i nostri desideri, siamo pronti a ringraziare Dio e a benedirlo, ma quando le cose non vanno come noi vorremmo, siamo delusi da Dio, protestiamo e ci chiediamo come mai Dio abbia agito così.
Nel libro di Giona si trovano due preghiere del protagonista, opposte tra loro.
Nella prima preghiera (Giona 2:1-9), Giona ringraziò Dio per essere stato salvato. Infatti, quando si ritrovò in mezzo al mare, senza speranza, mentre annegava, invocò Dio, e il Signore lo trasse in salvo attraverso un grosso pesce. Così, quando Giona si riprese, ringraziò Dio e rinnovò il suo impegno verso il Signore. Proprio in seguito a quell’esperienza, Giona si recò a Ninive per svolgere il compito a cui Dio lo aveva chiamato.
In questa seconda preghiera, Giona ha un atteggiamento opposto nei confronti di Dio. Il suo non è più un atteggiamento di ringraziamento, ma di biasimo verso Dio. In qualche modo, egli difende la sua scelta precedente, quando si era rifiutato di recarsi a Ninive. Infatti, in questa preghiera, Giona dichiara finalmente il motivo per cui non voleva recarsi a Ninive: egli sapeva che Dio è misericordioso, pietoso, lento all’ira e di gran bontà e che si pente del male minacciato. In qualche modo Giona aveva compreso che lo scopo di Dio, nel mandarlo a Ninive, non era quello di giudicare la città, bensì di salvarla attraverso la sua predicazione, cosa che poi era puntualmente avvenuta.
Giona era talmente contrariato che avrebbe preferito morire. La reazione di Giona può apparire esagerata se non si considera che egli amava il suo popolo, e sapeva di essere stato utilizzato da Dio per salvare un popolo nemico, conosciuto anche per la sua violenza e spietatezza.
Giona era deluso da Dio. Come poteva Dio permettere a quel popolo di passarla liscia? Non sarebbe stato molto meglio sterminarli visto la loro pericolosità che in futuro avrebbe potuto mettere in difficoltà Israele stesso? Secondo Giona, Dio aveva perdonato un popolo che meritava solo di essere giudicato.
In effetti, pochi decenni dopo, il regno del nord in Israele soccombette proprio per mano assira, il che, a posteriori, sembrerebbe avvalorare le ragioni di Giona….
C’è,