008 — Helgoland, tre terapeuti e un benzinaio
Nicola mi racconta i suoi strumenti per progettare la delega all'AI: il Prompt Canvas, che ti costringe a pensare prima di chiedere, e l'AI Collaboration Canvas, che ti aiuta a capire dove l'intelligenza artificiale serve davvero e dove è meglio lasciar perdere. Il problema, scopriamo, non è la tecnologia. È che le persone sanno fare il proprio lavoro, ma non sanno descriverlo.Da lì scivoliamo nelle ontologie, nel RAG, nel context engineering – parole esoteriche per dire una cosa semplice: qualcuno dovrà costruire le memorie delle organizzazioni. Un mestiere che oggi non esiste, ma che diventerà centrale.Poi Nicola mi confessa una cosa: quando ha un problema, apre ChatGPT e gli chiede di interpretare tre terapeuti con orientamenti diversi. Li fa litigare tra loro. Non è terapia, dice. È un modo per illuminare la stessa questione da angolazioni che da solo non vedrebbe. Mi viene in mente Helgoland di Carlo Rovelli: la materia esiste solo in relazione ad altra materia. Forse anche i problemi.E infine, la formazione. Nicola sta costruendo una piattaforma di e-learning conversazionale. L'idea è semplice: basta con il modello "benzinaio" – entri in aula, fai il pieno di nozioni, rispondi a caso finché non smarchi il corso. L'AI può fare una cosa diversa: ingaggiarti in una conversazione, costringerti a capire davvero.Non cavalli più veloci. Un modo completamente diverso di insegnare.Che lavoro faremo fra cinque anni? Nicola dice: forse sarò in pensione. Io dico: forse dirigerò il traffico degli agenti. La verità è che non lo sa nessuno. Ma almeno ci stiamo facendo le domande giuste.
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