Di Vita e Di Guerra - Le vittime invisibili

Di Vita e Di Guerra - Le vittime invisibili

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Di Vita e Di Guerra - Le vittime invisibili episodes

  • S01-Ep 9 - Kharkiv, dove i bambini fanno da esempio per tutti.
    A Kharkiv gran parte della popolazione parla russo, e ha parenti al di là del confine. Ecco perché l’aggressione ha assunto i tratti di una pugnalata fratricida. Il dovere di non soccombere alla paura e all'invasione nemica si manifestano nelle situazioni più impensabili, come quella in cui si sono trovati Eleonora e Patrick quando hanno seguito il Dottor Juriy, oftalmologo al Centro Medico Prenatale di Kharkiv, durante il suo lavoro. Lì, hanno scoperto una realtà drammatica e surreale, dove i normali parametri erano capovolti, e i neonati indifesi facevano da esempio di resilienza per tutti.
    13 min
  • S01-Ep 8 - L’ombra della catastrofe atomica
    Uno dei rischi più grandi, per l’Ucraina come per il resto del mondo, connesso a questa guerra, è il rinnovato rischio rappresentato dalla minaccia nucleare.
    Per capire quali possano essere questi rischi, parliamo oggi con Olga Kosharna, esperta di energia nucleare che har lavorato molti anni presso l’Autorità Nazionale dei Regolamenti per la Sicurezza Nucleare in Ucraina e all'Istituto di Ricerca Strategica sulla Sicurezza Nucleare.
    15 min
  • S01-Ep 7 - La storia che rischia di ripetersi
    Il popolo Ucraino conosce meglio di ogni altro in Europa quali possano essere le conseguenze di un incidente nucleare.
    Su i rischi nucleari vecchi e nuovi, Eleonora ha raccolto una preziosa intervista con l’idrogeologo che nel lontano 1986 lanciò l’allarme prima della catastrofe di Chernobyl. .
    Dopo l’intervista Eleonora e Patrick viaggiano verso Zaporizhzhya, dove si trova la più grande centrale nucleare d’Europa, mentre il fronte si avvicinava sempre più pericolosamente.
    17 min
  • S01-Ep 6 - Cittadini, volontari, estremisti. Chi combatte per l'Ucraina?
    Per la Carta delle Nazioni Unite, l'Ucraina ha il diritto di utilizzare tutte le armi a sua disposizione per auto-difendersi. Così, oltre a mettere in campo l’intero esercito, le autorità Ucraine hanno voluto allargare le loro forze volontarie e paramilitari. Cercheremo di capire chi sono le Forze Territoriali di Difesa, che in poco più di un mese hanno reclutato oltre 37,000 membri attivi e 130,000 volontari. E faremo anche un po’ di chiarezza sul tanto discusso Battaglione Azov, il cui orientamento resta uno dei punti più efficaci della propaganda filorussa.
    25 min
  • S01-Ep 5 - Dnipro si mobilita
    Incoraggiati dalle parole del Presidente ucraino Zelensky, che li invita a difendere in massa il proprio Paese dall'aggressore, i cittadini ucraini si mobilitano come possono. C'è chi si registra tra le Forze Territoriali di Difesa, chi raccoglie beni di prima necessità per le forze armate e le famiglie in difficoltà, e chi passa le giornate ad assemblare bombe molotov. Eleonora osserva una città di (allora) un milione di abitanti, che non si fa abbattere della paura, ma reagisce, dimostrando unità e compattezza.
    10 min
  • S01-Ep 4 - Vita da fixer, tra impegno morale e professionale
    Allontanarsi da Mariupol per Eleonora significa anche rinunciare all’unica persona cui pensava di poter fare affidamento, la sua fixer, Diana. Ma, arrivata a Dnipro, s’imbatte subito e fortuitamente in Catherine Leonova, giornalista, video-maker, e tanto altro. Con lo scoppio della nuova guerra Catherine non pensa a documentare l’accaduto ma a supportare il più possibile chi ha bisogno. La propaganda esiste, da ambo le parti, ma come dice Catherine: «Solo uno stupido potrebbe negare che è la Russia il colpevole»
    17 min
  • S01-Ep 3 - 48 ore per capire
    Rendendosi conto che rischia di rimanere incastrata nella città strategica e insidiosa di Mariupol, Eleonora decide di andarsene. Nonostante le raccomandazioni dell'unità di crisi e dei governi a non muoversi, trova un autista e si mette in macchina. Dopo 5 ore di viaggio trascorse in allerta e in silenzio, arriva a Dnipro, terza città dell'Ucraina. Intorno regna il caos. Non avendo ancora un'idea precisa di cosa potrebbe succedere, Eleonora si organizza e si prepara, come se, a breve, dovesse verificarsi il peggio.
    10 min
  • S01-Ep 2 - Perché andare, perché restare
    Dopo un attacco “frastornante”, dove siete stati trascinati da Eleonora nell’istante che per molto tempo farà da spartiacque alla nostra storia recente, qui la nostra protagonista non è più narratrice testimone ma ospite e intervistata. A posteriori Eleonora cerca di rispondere alle domande che avrebbe posto lei a chi si fosse trovato nei suoi panni e cerca di colmare alcuni vuoti e informazioni, cui non aveva avuto nemmeno il tempo di pensare durante quella notte e quel giorno, nella frenesia del lì e ora.
    17 min
  • S01-Ep 1 - La notte che cambiò tutto
    La giornalista freelance Eleonora Vio si trovava a Mariupol - città del sud-est dell'Ucraina - quando è iniziato il conflitto. A distanza di pochi minuti da quell'attimo che ha cambiato la storia del mondo, Eleonora prova a raccontare in presa diretta cosa si prova a essere coinvolti in prima persona in un evento così grande, assurdo e spaventoso, Un evento che, senza bisogno di troppa analisi, da subito delinea un prima e un dopo nella storia di Eleonora, e di tutti.
    9 min
  • Di Vita e di Guerra trailer 2
    Questo progetto nasce da un imprevisto. Sebbene la giornalista investigativa Eleonora Vio abbia una lunga esperienza in zone ostili e di conflitto, questa volta era diretta in Donbass, per provare a raccontare una storia diversa. Per lei la guerra quella che si prolunga in Ucraina dal 2014, andava analizzata anche in quanto causa scatenante di un imminente disastro ecologico nel bacino carbonifero del Don.
    Improvvisamente l'emergenza cancella i piani costruiti da tempo da Eleonora - e dal suo collega fotografo e videomaker, Patrick Tombola. I due si trovano così catapultati dalla sera alla mattina sul filo del fronte. Tra i bombardamenti e l'avanzata delle truppe russe, i due giornalisti diventano testimoni oculari della capacità con cui la popolazione locale, pur incapace di dare un senso agli avvenimenti, si organizzi e reagisca con caparbietà e decisione.
    1 min

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