Diciamo Ceuta e tanti, soprattutto dalle parti di Giorgia Meloni e Roberto Vannacci, sentono “invasione per ora scampata”, ma la verità è che Ceuta è 145 morti e poi c’è Mohamed Afasi.Mohamed Afasi ha o forse si dovrebbe dire che aveva 9 anni. La traversata a nuoto l’ha fatta con la mamma. Ma sostanzialmente non sapeva nuotare e pare che si sia aggrappato a qualcosa che galleggiava e quel qualcosa l’ha portato in mare aperto, in balia di onde e correnti.Vi ricordate i vostri 9 anni? Pensate cosa possa voler dire. Pensate al terrore. Pensate che morte di merda.E pensate alla madre. Anzi, pensate a vostro figlio, figlia, nipote. Per quale motivo far correre un rischio del genere?La verità è che noi che viviamo comodi al di qua del confine di Ceuta, al di qua del confine dell’Unione Europea, neppure riusciamo a immaginare il motivo per il quale una madre o un padre dovrebbe far correre un rischio del genere, un rischio mortale al proprio figlio.E questo dice tutto sulla nostra inconsapevolezza di quale sia la vita al di là del confine. La nostra cecità nel vedere che quelle sono persone da salvare da una vita segnata e non predoni che attentano alla nostra ricchezza. Non fosse altro perché storicamente, ma anche oggi, i predoni di materie prime di quel continente siamo noi. I colonizzatori, gli invasori, gli stupratori siamo noi.Non so, nessuno lo sa, quanti Mohamed Afasi siano affogati nella traversata a nuoto verso Ceuta. Quanti durante l’ultimo mese nel Mediterraneo. Quanti in questi anni nel Mare Nostrum.Una cosa però la sappiamo, si sta abbassando sempre più verso i dieci anni, e anche meno, l’età dei migranti. Li chiamiamo minori non accompagnati.Dovremmo chiamarli futuro, perché ci piaccia o no, in questa Europa malata di senilitudine, saranno loro a sopravviverci e, ovviamente, a giudicarci. E la Storia, è evidente, non ci assolverà.
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