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Arrivano le star, cioè Adam Driver e Scarlett Johansson protagonisti di Paper Tiger di James Gray, ma nel giorno più denso ci sono stati anche il film di Hirokazu Kore-eda (Sheep in the Box) e quello di Rodrigo Sorogoyen (El Ser Querido) che nell’ultimo anno in Italia è diventato noto per una serie tv.
C’è stata una strana premiazione a sorpresa di John Travolta che vale la pena vedere e la proiezione di All of a Sudden di Ryusuke Hamaguchi che sta piacendo molto e facendo anche arrabbiare molto, tutto visto non sempre da posti buoni.
Cosa si vende e cosa si compra di più quest’anno e chi è il più amato e chi il più odiato del mercato di Cannes, mentre in concorso passa Asghar Farhadi che ora non vuole più girare in Iran e il nuovo atteso film di Pawel Pawlikowski su Thomas Mann e sul dopoguerra tedesco.
Una parte importante del festival è la celebrazione della storia del cinema e questa passa sia per la masterclass con Peter Jackson che per la proiezione evento che celebra i 25 anni di Fast & Furious. Intanto tutti aspettano la troupe di White Lotus e in concorso passano due film di quelli che non mancano mai.
Il film che ha vinto l’ultimo festival di Venezia in realtà sarebbe dovuto stare a Cannes, ma è successo qualcosa, uno sgarbo, che spiega bene cosa siano diventati oggi i grandi festival, anche grazie alla persona che da 25 anni dirige il festival di Cannes: Thierry Frémaux. Lo stesso che per questa apertura ha scelto un film francese e senza grandi attori. Avendolo visto però si può capire come mai sia stato scelto.
Cosa è successo nella serata di premiazione dei David di Donatello, chi ha vinto, chi ha perso, perché e quanto ci si è annoiati da 1 a 10. Com’è questo Dracula, che non ha niente di quello che vi potreste immaginare, e di cosa parla il film che si intitola Pecore sotto copertura.
Questa settimana abbiamo visto:
Dracula di Radu Jude
Noi due sconosciuti di Susanne Bier
Pecore sotto copertura di Kyle Balda
È arrivato Il diavolo veste Prada 2, molto atteso, molto discusso e noi siamo molto polemici, ma esce anche il film che ha vinto l’Orso d’oro a Berlino e che parla di persecuzione degli intellettuali. In più c’è tutta una questione con il fumo e con le sigarette, una volta bandite e che ora sta tornando in molti film.
Questa settimana abbiamo visto:
Il diavolo veste Prada 2 di David Frankel
Yellow Letters di İlker Çatak
Ci è voluto un anno per mettere a posto il film su Michael Jackson ma finalmente esce, e nello stesso weekend di uno dei film di ricerca più stupefacenti visti di recente e di un classico del buonismo animalista, Il figlio del deserto. In più siamo stati allo ScriptFest di Bra per incontrare Tony McNamara, lo sceneggiatore di Yorgos Lanthimos, e chiedere a lui com’è la situazione ora per chi fa il suo lavoro a Hollywood.
Questa settimana abbiamo visto:
Michael, di Antoine Fuqua
Il figlio del deserto, di Gilles de Maistre
Resurrection, di Bi Gan
Nella settimana in cui è scattato lo psicodramma per l’assenza di film italiani a Cannes cerchiamo di capirne le cause e quindi anche le implicazioni. Mentre tra le uscite settimanali parliamo del film dal titolo strano Lee Cronin - La Mummia, del poliziesco francese con una coscienza politica Il caso 137 e di Alla festa della rivoluzione, un nuovo film del “personaggi storici italiani cinematic universe”.
Questa settimana abbiamo visto:
Lee Cronin - La Mummia, di Lee Cronin
Il caso 137, di Dominik Moll
Alla festa della rivoluzione, di Arnaldo Catinari
Questa settimana esce il film italiano più bello visto a Venezia e secondo noi uno dei migliori degli ultimi anni, ma anche un film americano in cui i satanisti esplodono. In più vi spieghiamo per bene come funziona la concessione di fondi pubblici nel caso specifico del documentario su Regeni, rivedendo molte delle accuse dei giornali.
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