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«Un uomo in giro per le vie del centro, sotto un giogo opprimente di luci ed ombre, di silenzi improvvisi seguiti da rumori assordanti, di aria fredda e madida di asfalto, senza meta, dritto incontro al muro di persone e di parole. E poi una notte d’agosto, le vie affollate della città, musiche che si confondono nelle luci abbaglianti dei locali di riviera, giovani che ballano come falene impazzite intorno a una lanterna, un uomo e una donna che si ritrovano come acrobati bendati a camminare su una fune tesa tra malinconica rassegnazione e consapevole espiazione di un amore perduto. Niente regole, nessuna geometria d’intenti, solo il desiderio di sfiorarsi nell’istantanea di un’estate che si arrende all’autunno dei ricordi».
“Sguardo blu” di Maria è un inno all’amore in chiave moderna, un brano rivolto a chi, davanti ad una miriade di possibilità, si chiede quale debba essere la strada giusta da intraprendere. Ma l’artista sembra aver già trovato una risposta: «una strada “giusta” non esiste, quello che ci viene fatto passare per giusto è solo uno dei tanti stereotipi da seguire per poter essere un individuo inquadrato all’interno di una società».
Il singolo “Dueña de mi” nasce in un giorno d’estate quando Guadalupe, in un momento di sconforto dovuto al ricordo di una relazione finita male, decide di non lasciarsi abbattere dai dispiaceri ma di reagire: «solo noi siamo i padroni di noi stessi, non è mai tardi per cambiare il proprio destino» - racconta la cantautrice dominicana.
Il singolo dalle atmosfere reggaeton è stato registrato ai Massive Arts Studios di Milano.
Dopo il successo dell’album “Distanza in Stanza”, vincitore del premio MEI come miglior disco indipendente 2019, l’artista torna in scena con un nuovo brano autobiografico scritto e prodotto con Giovanni Garibaldi e Lele Battista.
«Di solito scrivo testi semplici che racchiudono le mie emozioni, i miei dubbi, quello che sto sognando. Un testo come quello di “Astri” si sofferma sulle incombenze generali dell’amore, che sono frutto di esperienze e riflessioni. Una frase della canzone dice che molte volte scivola via il sapore, ovvero, scivola la nostra voglia di stare insieme». Margherita Zanin
Arriva su Amazon Prime Video il documemtario su Greta Thunberg diretto da Nathan Grossman e che racconta molto della ragazza e molto meno delle sue battaglie.
È IL SINGOLO DEL GIOVANE CANTAUTORE VERONESE FINALISTA DI AREA SANREMO TIM 2020
Un brano elettropop che anticipa il concept-album d’esordio “Io sognavo noi”
“Vivere a metà” è lo sfogo per la mancanza di un amore nella propria vita.
L’arrangiamento pop-moderno contaminato da suoni elettronici, è esaltato dal timbro delicato e androgino che contraddistingue la voce di Blu. Il brano ha portato il cantautore ad arrivare fra i 61 finalisti di Area Sanremo TIM 2020.
“Io sognavo noi”, disco d’esordio, fotografa in musica i sentimenti di delusione e rammarico a seguito del rapporto troncato e mai vissuto con la persona di cui ci si era innamorati. Il racconto, che trae ispirazione dal passato di Blu, vuole lanciare un messaggio di speranza e solidarietà nei confronti di chi ha vissuto o sta vivendo la stessa situazione.
In questo episodio oltre alla TOP5 dei libri più acquistati parleremo di Biblioteca Digitale e di come il prestito diventi davvero per tutti e consigliato a tutti.
Nel Podcast delle chiacchiere di cinema oggi parliamo dell'ultimo lavoro firmato Disney-Pixar. Un lavoro come sempre ben riuscito e dove la casa del topo decide di toccare temi delicati come il dopo vita in maniera davvero eccelsa. Lungometraggio dedicato davvero a tutti e non solo ai bambini e che se potete non dovreste perdere assolutamente.
In questo Podcast parlo di Cinema e Serie Tv a caldo registrando non appena termino la visione.
Partiamo con una pietra miliare di questo periodo. IL CINE PANETTONE
In Vacanza su Marte è sbagliato su tutto e lo dico da Fan del Trash, ma qui non si ride mai e si prova disagio per i protagonisti sullo schermo.
“Vedi me” è una canzone pensata per gli “invisibili”, per tutti coloro che si sentono lontani e distaccati dai sentimenti di egoismo ed egocentrismo, per tutti quelli che hanno aspettato o che ancora aspettano qualcuno che li riconosca. “Vedi Me” non vuole far altro che evidenziare l’importanza dell’essere visti, legittimati, riconosciuti, sottolineando l’importanza del momento in cui tutto questo, prima o poi, miracolosamente accade.
«Credo che tutti quanti viviamo aspettando qualcuno che ci guardi e ci veda, che si accorga di noi, di chi siamo veramente e che ci apprezzi. Nella vita incontriamo un sacco di gente che posa gli occhi su di noi, ma senza notarci, e quando finalmente incontriamo qualcuno che si rende conto di chi siamo, che esistiamo, è una cosa talmente grande che porta un “non visto” come me a scrivere un brano come “Vedi Me”». Bouvet
Il brano è stato composto e scritto da Bouvet, arrangiato e mixato da Mirko Mangano presso MediaWave Studio (Massa) e masterizzato da Tommy Bianchi presso il White Sound Mastering Studio. I musicisti che hanno partecipato alla produzione del brano sono: Simone Pepe (batteria), Luca Lagomarsini (basso), Lorenzo D’angelo (chitarre).
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