Questo testo esplora l'intricato legame storico tra alimentazione e sessualità, analizzando come diverse pietanze siano state interpretate come stimolanti o inibitori del desiderio. L'autore esamina il pane e le sue simbologie erotiche, citando antichi rituali medievali e tradizioni folkloristiche legate alla fertilità. Un'ampia sezione è dedicata alle ostriche, descritte come il prototipo dell'afrodisiaco per la loro somiglianza anatomica con gli organi femminili e per i miti legati a Venere e Casanova. Parallelamente, vengono trattati gli anafrodisiaci, ovvero cibi come i cornflakes di Kellogg, ideati specificamente per reprimere la libido attraverso diete blande. Attraverso riferimenti letterari e medici, emerge come il consumo di cibo sia sempre stato caricato di significati psicologici, magici e sociali. Il saggio dimostra, infine, come le credenze popolari abbiano influenzato per secoli le nostre abitudini culinarie in relazione alla passione amorosa.