Il testo esamina la storia dell'atomismo antico , analizzando come diverse civiltà abbiano concepito l'esistenza di unità minime e indivisibili della materia. L'autore confronta le tradizioni della filosofia indiana , come il Nyāya-Vaiśeṣika e il pensiero buddista, con le teorie dei Greci Leucippo, Democrito ed Epicuro. Vengono evidenziate differenze cruciali, poiché per alcuni gli atomi sono eterni , mentre per altri sono creati o semplici istanti fenomenici. La rassegna si estende all'influenza di queste idee nel mondo islamico medievale e nella scienza europea del Seicento. Infine, l'opera dimostra che l'atomismo non fu una corrente isolata, ma un dialogo interculturale volto a spiegare la struttura della realtà e la natura del cambiamento.