Oggi in Cristo

Diventare piccoli per essere grandi?


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(Testo di riferimento: Matteo 18,1-14 - La Bibbia)



Chi è il più grande nel regno dei cieli? Cosa bisogna fare per essere in pole position di fronte a Dio? Forse i nostri criteri sono diversi da quelli di Gesù. Ne parliamo in questo quarantatreesimo episodio della serie sul vangelo di Matteo.



 In quel momento, i discepoli si avvicinarono a Gesù, dicendo: «Chi è dunque il più grande nel regno dei cieli?»  (Matteo 18,1-14)



Sappiamo, da altri brani nei vangeli, che ogni tanto i discepoli stilavano delle classifiche tra di loro, speculando sul posto che ognuno di loro avrebbe avuto nel regno di Dio. Soprattutto, si domandavano chi sarebbe stato considerato il più grande tra loro.  Questa domanda quindi non ci sorprende.



 Ed egli, chiamato a sé un bambino, lo pose in mezzo a loro e disse:  «In verità vi dico: se non cambiate e non diventate come i bambini, non entrerete nel regno dei cieli.  (Matteo 18, 2-3)



Pam! Che porta in faccia! Non era certamente la risposta che si aspettavano. Avevano sentito male? Gesù aveva detto loro di diventare come i bambini, altrimenti non solo non sarebbero stati i più grandi, ma non sarebbero proprio entrati nel regno dei cieli?



Possiamo immaginare che i discepoli fossero parecchio confusi dalle parole di Gesù. E, se siamo onesti, dobbiamo ammettere che anche noi siamo confusi! I discepoli forse stavano pensando a qualche grande eroe della fede, forte, coraggioso, saggio... Forse si sarebbero aspettati di dover diventare dei grandi studiosi come i farisei, o di dover fare chissà quali grandi opere... Insomma si sarebbero aspettati qualche sfida degna di un adulto... Ma un bambino? Cosa aveva un bambino di speciale, al punto che bisognasse diventare come lui per entrare nel regno dei cieli?



Nella società dell'epoca, ma se siamo onesti anche nella nostra purtroppo, i bambini godono davvero di poca considerazione. A chi interessano davvero le loro domande, i loro dubbi, i loro problemi? Sono piccoli, non capiscono... Quando i grandi parlano di cose serie, i bambini che intervengono vengono visti solo come un disturbo.



Tra l'altro questo atteggiamento nei confronti dei bambini è confermato anche dal comportamento dei discepoli che troviamo nel capitolo 19:



Allora gli furono presentati dei bambini perché imponesse loro le mani e pregasse; ma i discepoli li sgridavano.  (Matteo 19:13)



In quell'occasione Gesù approfittò ancora una volta per ribadire ai suoi discepoli:



«Lasciate i bambini, non impedite che vengano da me, perché il regno dei cieli è per chi assomiglia a loro». E, imposte loro le mani, se ne andò via di là. (Matteo 19,14-15)



Il regno dei cieli è per chi assomiglia a loro. Come vedete, ciò che abbiamo letto nel capitolo 19 è la medesima conclusione a cui Gesù era arrivato nel brano che abbiamo letto nel capitolo 18. Gesù aveva preso un bambino e lo aveva posto in mezzo ai discepoli, proprio per far capire loro che la grandezza in vista del regno dei cieli non aveva nulla a che fare con il diventare persone forti, ambiziose, preparate, ma richiedeva invece la necessità di diventare come le persone più umili e sottovalutate nella società, i bambini appunto.



Chi pertanto si farà piccolo come questo bambino, sarà lui il più grande nel regno dei cieli. (Matteo 18,4)



Ecco a cosa si riferiva Gesù! I discepoli stavano pensando a ciò che dovevano fare per diventare grandi nel regno dei cieli, erano quindi ambiziosi come solo gli adulti sanno esserlo! I bambini non hanno le ambizioni degli adulti, vivono normalmente con meraviglia le cose semplici che hanno ogn...
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Oggi in CristoBy Omar Stroppiana