Imparare a contare la musica: beat, battute, frasi e il momento giusto per lanciare il mix
Contare la musica è una delle prime cose che un DJ deve imparare davvero. All’inizio può sembrare complicato, quasi una questione matematica, ma in realtà è molto più naturale di quello che sembra. Il segreto è iniziare a pensare alla musica non come a una serie infinita di numeri, ma come a un vero e proprio discorso. Immagina che la musica sia come una frase parlata. I singoli battiti, cioè il classico 1, 2, 3, 4, sono come le parole. Le battute sono piccoli gruppi di parole. Le frasi musicali sono invece frasi complete, cioè parti del brano che hanno un senso e una direzione. Esattamente come non inizieresti mai a parlare a metà della frase di un’altra persona, anche nel DJing non dovresti far entrare una canzone a metà di un discorso musicale. Se lanci il brano nel punto sbagliato, magari sarà anche a tempo, ma il mix risulterà meno naturale, più confuso e meno professionale. La maggior parte della musica dance, pop ed elettronica è costruita in 4/4. Questo significa che ogni battuta contiene quattro pulsazioni. Puoi immaginare una battuta come una scatola che contiene esattamente quattro colpi: 1, 2, 3, 4. Oppure puoi pensarla come una banconota composta da quattro monete: ogni moneta è un battito, tutte insieme formano la battuta. Per iniziare a contare devi trovare il battito forte della batteria, cioè la cassa, il classico “tuns”. Quando lo senti, ti agganci a quel colpo e conti insieme alla musica: 1, 2, 3, 4. Il problema è che se continui a contare sempre e solo 1, 2, 3, 4 per tutta la canzone, prima o poi perderai il filo. Non saprai più se sei all’inizio, a metà o alla fine della frase musicale. Per questo i DJ usano un trucco molto semplice: sostituiscono il primo numero con il numero della battuta a cui sono arrivati. Quindi non conti sempre: 1, 2, 3, 4
1, 2, 3, 4
1, 2, 3, 4 ma conti così: 1, 2, 3, 4
2, 2, 3, 4
3, 2, 3, 4
4, 2, 3, 4
e così via fino a 8, 2, 3, 4. Arrivato a 8, ricominci da capo. Noi consigliamo di ragionare in questo modo: meglio contare due blocchi da 8 battute piuttosto che arrivare fino a 15 o 16 e rischiare di perdersi. In questo modo il conteggio rimane più semplice, più immediato e più facile da seguire anche mentre stai preparando il mix. Una frase musicale è proprio questo: un gruppo di 8 o 16 battute in cui la musica sta facendo più o meno la stessa cosa. Alla fine di una frase, di solito, succede qualcosa. Può entrare una voce, può arrivare un colpo di piatto, può partire una rullata, può sparire il basso oppure può entrare un nuovo synth o un riff. Tutti questi segnali ti stanno dicendo che una frase sta finendo e ne sta iniziando una nuova. A questo punto entra in gioco il concetto più importante per un DJ: l’uno. L’uno è il primo battito assoluto di una nuova frase musicale. È il punto più importante su cui lanciare il mix. Il tuo obiettivo è far coincidere l’inizio della frase della canzone nuova con l’inizio della frase della canzone che sta già suonando per il pubblico. In pratica funziona così: prepari la nuova canzone in cuffia, trovi il suo primo battito importante, cioè il suo uno, e la tieni ferma lì con il tasto CUE, oppure con la mano sul vinile, sul disco o sulla jogwheel. Poi ascolti la canzone che sta suonando, conti le battute e cerchi di capire quando sta per finire il discorso musicale. Quando la canzone vecchia fa il suo scatto e parte con una nuova frase, in quel preciso momento premi play o rilasci la canzone nuova. Se il tempo è giusto e i BPM sono allineati, le due frasi musicali viaggeranno parallele e il passaggio sarà molto più fluido e naturale. Un consiglio importante: non fissarti solo sullo schermo. Il computer, la waveform e la beat grid possono aiutarti, ma il primo strumento deve essere sempre il tuo orecchio. Usa anche il corpo: batti il piede, muovi la testa, segui il ritmo. Il ritmo è una cosa naturale e, con l’allenamento, inizierai a sentire il momento giusto senza dover fare troppi calcoli. Per riconoscere una nuova frase musicale puoi usare tre strumenti: l’ascolto, la struttura e la vista. Con l’ascolto fai attenzione agli indizi sonori: nuovi strumenti, silenzi, voce, rullate, crash, doppi colpi di cassa o cambiamenti improvvisi di energia. Con la struttura impari a riconoscere i blocchi da 4, 8, 16 o 32 battute. Con la vista puoi aiutarti guardando la waveform: se diventa più grossa e piena, probabilmente sta arrivando una parte più carica; se si assottiglia, il brano si sta svuotando. Alla fine, però, il vero obiettivo è far diventare tutto questo naturale. Non devi restare schiavo dei numeri. Devi usare il conteggio per allenare l’orecchio, il corpo e l’istinto. Quando impari a sentire dove finisce una frase e dove ne inizia un’altra, il mix cambia completamente. Non stai più solo mettendo due canzoni alla stessa velocità: stai iniziando a costruire un passaggio musicale vero, ordinato e professionale.