Solennità
Tempo dopo Pentecoste
Rito Ambrosiano
Sabato 15 Agosto 2026
“In quei giorni Maria si alzò e andò in fretta verso la regione montuosa, in una città di Giuda. Entrata nella casa di Zaccaria, salutò Elisabetta. Appena Elisabetta ebbe udito il saluto di Maria, il bambino sussultò nel suo grembo. Elisabetta fu colmata di Spirito Santo ed esclamò a gran voce: «Benedetta tu fra le donne e benedetto il frutto del tuo grembo! A che cosa devo che la madre del mio Signore venga da me? Ecco, appena il tuo saluto è giunto ai miei orecchi, il bambino ha sussultato di gioia nel mio grembo. E beata colei che ha creduto nell’adempimento di ciò che il Signore le ha detto».
Allora Maria disse:
«L’anima mia magnifica il Signore
e il mio spirito esulta in Dio, mio salvatore,
perché ha guardato l’umiltà della sua serva.
D’ora in poi tutte le generazioni mi chiameranno beata.
Grandi cose ha fatto per me l’Onnipotente e Santo è il suo nome;
di generazione in generazione la sua misericordia per quelli che lo temono.
Ha spiegato la potenza del suo braccio,
ha disperso i superbi nei pensieri del loro cuore;
ha rovesciato i potenti dai troni,
ha innalzato gli umili;
ha ricolmato di beni gli affamati,
ha rimandato i ricchi a mani vuote.
Ha soccorso Israele, suo servo,
ricordandosi della sua misericordia,
come aveva detto ai nostri padri,
per Abramo e la sua discendenza, per sempre»” (Lc 1,39-55)
«L’immacolata Madre di Dio sempre vergine Maria, terminato il corso della vita terrena, fu assunta alla gloria celeste in anima e corpo.» (dal Dogma proclamato 1° novembre 1950 da Pio XII)
Maria in fretta si dirige verso la città dove abita Elisabetta, sua parente. Percorrere una lunga distanza di circa 150Km poiché Elisabetta probabilmente si trovava in una località vicino a Gerusalemme e Maria partiva da Nazareth. Un viaggio di speranza con quelle conferme già vere nel cuore: Maria diventerà la Madre di Gesù, la Madre di Dio e la Madre della Chiesa di Gesù.
Maria saluta Elisabetta e la risposta è quel sobbalzare di gioia del bimbo in grembo di Elisabetta, c’è già la presenza di Dio, la presenza dello Spirito Santo. Elisabetta pronuncia quella benedizione su Maria e suo Figlio nel suo grembo dicendo chi è:
«A che cosa devo che la madre del mio Signore venga da me?»
Maria è la Madre di Dio. Il Magnificat, la risposta di Maria, è il riconoscimento che è tutta opera di Dio la salvezza del popolo di Israele nelle varie epoche della storia della salvezza.
La solennità dell’Assunzione della Beata Vergine Maria, è la speranza della fede cristiana, veramente Maria è stata assunta in cielo in anima e corpo, è un suo esclusivo privilegio, il suo corpo non vedrà la corruzione e subito Maria è nella beatitudine.
Maria è già in cielo dando un messaggio d’amore, la speranza di un destino per tutte le persone che vogliono essere unite a Gesù in questo transito terreno nella fede, nella carità, nell’amore. Ma lo è anche per coloro che sono lontani donando quella luce materna che può far rinascere l’amore in chiunque.
Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI
(Spunto dai Vangelo secondo Luca 1,39-55, Sabato 15 Agosto 2026 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)