“La mia etica si fonda su questo principio: chi ha visto il 1989 ha perso per sempre il diritto ad essere pessimista. Il comunismo che sparisce senza spargere una goccia di sangue.. se questo è stato possibile, allora i problemi della Polonia del 2020 sono veramente minori”. Parte da questa considerazione Konstanty Gebert, giornalista, intellettuale polacco e noto dissidente negli anni del regime comunista, per spiegare la sua visione sulla Polonia di oggi. La sua analisi all'indomani del primo turno di elezioni, in cui il presidente uscente Andrzej Duda, che rappresenta il partito ultraconservatore Diritto e Giustizia, non è riuscito a strappare la vittoria immediata e quindi dovrà vedersela il 12 luglio con il sindaco di Varsavia Rafał Trzaskowski, candidato dell'europeista piattaforma civica. Cosa significa questa sfida per la Polonia - anche quella ebraica -, lo spiega Gebert.