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Sono trascorsi due anni dalla triste giornata che Cagliari, non solo calcisticamente parlando, visse apprendendo della scomparsa di Gigi Riva. Una colonna silenziosa della città intera, simbolo per generazioni, che lasciava questa terra.
Quel 22 gennaio 2024, la notizia della morte di Rombo di Tuono ebbe il potere di scuotere Cagliari con la stessa potenza dei suoi tiri al fulmicotone. Perché, probabilmente e forse in maniera un po’ ingenua, ciascun cagliaritano credeva che Giggirriva fosse eterno. Destinato a non morire mai per restare all’infinito un vessillo trasversale. Amato e rispettato al di fuori di quell’Isola che aveva scelto come suo angolo di pace.
Fu un mesto susseguirsi di ore, omaggi, parole, lacrime. In tanti hanno detto: “Si è fermata una città intera“. Avevano ragione. Chi scrive ha vissuto da cronista l’omaggio commosso di Cagliari al suo campionissimo, a cominciare dai serpentoni infiniti lungo il perimetro del vecchio Sant’Elia che ne aveva ospitato le gesta sportive memorabili. Una partecipazione silenziosa, composta e senza sussulti: tratti distintivi di Gigi, che aveva fatto della discrezione un valore imprescindibile.
Il dolcissimo – e insieme drammatico – ringraziamento dei figli Nicola e Mauro, che nella camera ardente allestita all’Unipol Domus porgevano loro le condoglianze ai presenti. Un gioco delle parti paradossale, con l’incrollabile convinzione che tutti avessero perduto una persona importante e non solo i suoi affetti stretti.
Uno di famiglia. Un uomo la cui foto veniva posata dai sardi nelle proprie case in mezzo a quelle delle persone care. Chi mai è stato e sarà capace di suscitare sentimenti del genere?
Nessuno.
Due anni senza il Mito.
Gigi Riva: sempre nel cuore.
The post Due anni senza il Mito: Gigi Riva sempre nel cuore appeared first on Calcio Casteddu.
By Sono trascorsi due anni dalla triste giornata che Cagliari, non solo calcisticamente parlando, visse apprendendo della scomparsa di Gigi Riva. Una colonna silenziosa della città intera, simbolo per generazioni, che lasciava questa terra.
Quel 22 gennaio 2024, la notizia della morte di Rombo di Tuono ebbe il potere di scuotere Cagliari con la stessa potenza dei suoi tiri al fulmicotone. Perché, probabilmente e forse in maniera un po’ ingenua, ciascun cagliaritano credeva che Giggirriva fosse eterno. Destinato a non morire mai per restare all’infinito un vessillo trasversale. Amato e rispettato al di fuori di quell’Isola che aveva scelto come suo angolo di pace.
Fu un mesto susseguirsi di ore, omaggi, parole, lacrime. In tanti hanno detto: “Si è fermata una città intera“. Avevano ragione. Chi scrive ha vissuto da cronista l’omaggio commosso di Cagliari al suo campionissimo, a cominciare dai serpentoni infiniti lungo il perimetro del vecchio Sant’Elia che ne aveva ospitato le gesta sportive memorabili. Una partecipazione silenziosa, composta e senza sussulti: tratti distintivi di Gigi, che aveva fatto della discrezione un valore imprescindibile.
Il dolcissimo – e insieme drammatico – ringraziamento dei figli Nicola e Mauro, che nella camera ardente allestita all’Unipol Domus porgevano loro le condoglianze ai presenti. Un gioco delle parti paradossale, con l’incrollabile convinzione che tutti avessero perduto una persona importante e non solo i suoi affetti stretti.
Uno di famiglia. Un uomo la cui foto veniva posata dai sardi nelle proprie case in mezzo a quelle delle persone care. Chi mai è stato e sarà capace di suscitare sentimenti del genere?
Nessuno.
Due anni senza il Mito.
Gigi Riva: sempre nel cuore.
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