Oggi in Cristo

Due pesi e due misure?


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(Testo di riferimento: Matteo 7,1-6 -  La Bibbia)



Ciao a tutti.



Benvenuti al quattordicesimo episodio della serie sul vangelo di Matteo. Se stavate per togliere una pagliuzza dall'occhio di un fratello, fermi! Prima assicuratevi di vederci bene per effettuare tale operazione. Oggi parliamo proprio di questo. Mettetevi comodi, iscrivetevi al canale se non lo avete ancora fatto e... ci vediamo tra un attimo...



«Non giudicate, affinché non siate giudicati;  perché con il giudizio con il quale giudicate, sarete giudicati; e con la misura con la quale misurate, sarà misurato a voi.  (Matteo 7,1-2)



Leggendo tutti gli insegnamenti che Gesù stava dando ai suoi discepoli in questo sermone sul monte, la tentazione potrebbe essere quella di guardarsi intorno per vedere se qualcuno vicino a noi non sta rigando dritto, vero?



Ma se mi avete seguito fin qui nella lettura del sermone sul monte, avrete capito che lo scopo di Gesù era senz'altro quello di far riflettere i propri discepoli sulla propria vita, non fare di loro delle persone che se ne vanno in giro a puntare il dito verso gli altri.



Gesù,evidentemente, ci conosce bene e sa che ci viene più facile giudicare il prossimo piuttosto che esaminare noi stessi. Quindi questa sezione inerente il giudizio è assolutamente utile.



Ancora una volta, però, dobbiamo stare attenti a dare il giusto peso alle parole di Gesù. Non giudicate, affinché non siate giudicati... Se una persona prendesse alla lettera queste parole di Gesù potrebbe pensare che basti non giudicare nessuno per essere a nostra volta esenti da giudizio. Ma se fosse così, allora chiunque potrebbe fare ciò che vuole e nessuno potrebbe giudicarlo. Ma che razza di società sarebbe? Funzionerebbe? Gesù voleva davvero una società di questo tipo?



No, Gesù non voleva certamente una società in cui nessuno potesse essere giudicato, perché in una società del genere regnerebbe il caos.



Come al solito, con un linguaggio esagerato, Gesù puntava a far emergere il vero problema. Sostanzialmente, piuttosto che giudicare in modo sbagliato, è meglio non giudicare affatto. Infatti un giudizio deve essere giusto e imparziale e dovrebbe essere quindi amministrato da qualcuno che abbia le carte in regola per farlo.



I farisei pensavano certamente di essere buoni amministratori della giustizia ma, sia in questo sermone sia in altre occasioni, Gesù dimostrò l’inefficacia del loro approccio e, a più riprese, denunciò la loro ipocrisia e la loro mancanza di misericordia.



I discepoli di Gesù, come abbiamo visto, erano chiamati ad andare ben oltre la giustizia dei farisei e sarebbero stati chiamati a giudicare il prossimo nello stesso modo in cui avrebbero voluto essere giudicati loro stessi, ovvero in modo giusto, imparziale e misericordioso.



Infatti Gesù avvertì i suoi discepoli a stare molto attenti al metro che utilizzavano per misurare gli errori altrui, perché il medesimo metro sarebbe stato utilizzato con loro stessi. Se erano ingiusti e privi di misericordia, avrebbero dovuto aspettarsi un trattamento simile dagli altri.



Gesù sa che siamo tutti propensi a vedere anche il più piccolo difetto nel fratello mentre sorvoliamo facilmente anche sui nostri difetti più grandi. Questo ci fa essere dei giudici ipocriti.



Inoltre, spesso il nostro giudizio ha come obiettivo una condanna piuttosto che un recupero dell’altro. Gesù invece fece intendere che la condanna doveva lasciare spazio alla correzione, ovvero ad un processo positivo che permetta all'altro di rimediare ai propri errori in qualche modo. Ma per aiutare l'altro a correggere il proprio error...
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Oggi in CristoBy Omar Stroppiana