Il video che immortala l'aggressione al rider napoletano e il furto del suo scooter ha riacceso i riflettori sulla condizione dei riders. Una categoria impegnata in un lavoro stressante e spesso pericoloso, soprattutto precario e malpagato. In alcuni casi, degradante. Ma la figura del rider è solo l'emblema delle profonde contraddizioni che attraversano la società, di un'iniquità che spesso si finge di non vedere. Quante sono le finte partite IVA? Quanti i lavoratori sfruttati o malpagati? Quanti quelli che non possono permettersi il lusso di ammalarsi o di fare un figlio? Senza considerare la frustrazione che tutto ciò porta con sé, la disistima verso se stessi, la negazione del futuro.