Due giorni contro guerra, riarmo, genocidio e repressione globale: sciopero generale del sindacalismo di base venerdì 20 giugno, mentre sabato 21 giugno duplice corteo a Roma, con le coalizioni nazionali “Stop Rearm Europe” e “Disarmiamoli”.
Venerdi 20 giugno lo sciopero generale per la Palestina, indetto tra parole d’ordine analoghe da diversi sindacati di base Cub, Usb, Sgb, Adl Cobas e Si Cobas, insieme ai movimenti sociali, realtà palestinesi, singoli lavoratori e lavoratrici (CLICCA QUI PER LA DIRETTA DALLE PIAZZE). A Milano corteo alle 9.30 da piazza Santo Stefano fino alla Scala. Scelta non casuale, visto che proprio dalla Scala è stata cacciata dal luogo di lavoro la lavoratrice, impiegata come maschera che, a maggio, “osò” urlare Palestina Libera prima di uno spettacolo, alla presenza della Meloni.
Su Milano l’intervista di Radio Onda d’Urto a Roberto D’Ambrosio, lavoratore del teatro meneghino e della Cub Informazione e Spettacolo.Ascolta o scarica
Lo sciopero del sindacalismo di base, che inizia a mezzanotte, riguarda tutti i settori, a partire dai trasporti, ma non solo. Uno sciopero fortemente politico e allo stesso tempo rivendicativo, visto che nelle parole d’ordine si mettono insieme il genocidio in Palestina, il riarmo generalizzato e i fondi che così vengono sottratti a salari, welfare e diritti. Oltre all’astensione dal lavoro previsti cortei in diverse città d’Italia, da Bologna a Padova, da Torino a Biandrate, Novara – a 4 anni esatti dall’omicidio del lavoratore e compagno Adil, del Si Cobas – E ancora: da Roma a Napoli, da Bologna a Firenze, da Trento a Genova, da La Spezia a Catania. Da qui Daphne, Usb Sicilia. Ascolta o scarica
SABATO 21 GIUGNO – Sabato invece indette 2 piazze nazionali a Roma, contro guerra e riarmo.
Dall’Esquilino, manifestazione nazionale “Disarmiamoli”, con un’ottantina di realtà di base e di movimento: tra gli altri, Potere al popolo, Movimento studenti palestinesi, Giovani palestinesi, Usb, Osa, Movimento No Tav e Movimento per il diritto all’abitare di Roma, Calp e No Ponte Calabria. Questo corteo, che riprende lo sciopero generale del 20 giugno con il sindacalismo di base, mette con maggior evidenza in discussione la rimozione “dell’attore chiave della militarizzazione del pianeta, la Nato… Perché non basta opporsi ai piani di aumento di spesa militare. Il regime di guerra che ci viene imposto si accompagna a un’ulteriore torsione autoritaria. In guerra esistono solo amici o nemici. Chi si oppone a guerra e militarismo è tacciato di alto tradimento. È considerato alla stregua del nemico. E contro il nemico si usa il pugno duro, il carcere, la repressione”.
Il commento di Guido Lutrario di USB – Unione Sindacale di Base. Ascolta o scarica.
Da Ostiense invece il corteo di 450 realtà tra società civile, associazionismo ma pure partiti (Rifondazione Comunista, AVS, M5S, mentre il Pd manderà solo una delegazione) con la Campagna europea “Stop Rearm Europe” ripresa in Italia da Arci, Ferma il Riarmo (Sbilanciamoci, Rete Italiana Pace e Disarmo, Fondazione Perugia Assisi, Greenpeace Italia), Attac e Transform Italia: “siamo una marea di persone e organizzazioni – si legge nell’indizione – che da sempre e ogni giorno lottano per disarmare il nostro Paese, l’Europa e il mondo, per fermare tutte le guerre e i conflitti, le occupazioni, le ingiustizie, lo sfruttamento, il patriarcato, la repressione, per la democrazia, il lavoro, i diritti, la giustizia sociale e climatica e la pace. Ciascuno a suo modo, ciascuno con i suoi strumenti. Ma questo è un momento troppo tragico e pericoloso: per impedire la guerra globale, abbiamo bisogno di unire le forze, mettere insieme ciò che ci unisce, riconoscerci gli uni con gli altri e lottare insieme”.
All’interno del corteo “Stop Rearm Europe” ci sarà anche uno spezzone della Rete Reset Against the War, ne parliamo con Giorgio di Connessioni Precarie e della Rete Reset Againt the War. Ascolta o scarica.