Tel Aviv ha disposto l’espulsione di tutti i 12 internazionalisti a bordo della Madleen, la nave civile della Freedom Flotilla Coalition salpata il 2 giugno da Catania e assaltata dagli israeliani in acque internazionali nella notte tra domenica 8 e lunedì 9 giugno. L’obiettivo della missione era rompere l’assedio, denunciare il blocco israeliano e fornire aiuti di emergenza alla popolazione civile.
Quattro di loro – Greta Thunberg, il reporter di Al Jazeera Omar Faiada, lo spagnolo Sergio Toribio e il francese Baptiste Andre – hanno accettato il rimpatrio, mentre altri otto – tra cui, l’europarlamentare franco-palestinese Rima Hassan, di La France Insoumise e The Left – hanno rifiutato e, di conseguenza, sono in fase di trasferimento in un Centro detentivo nella zona di Ramla. Resta nelle mani di Tel Aviv sia l’imbarcazione Madleen, sia gli aiuti, dal basso, raccolti in Sicilia per essere portati a Gaza.
L’aggiornamento con Michele Borgia, della Fredom Flottilla Coalition Ascolta o scarica
Sulla reazione delle piazze francesi all’assalto israeliano alla Madleen della Freedom Flotilla Coalition e, più in generale, sulla risposta dell’opinione pubblica e dei partiti francesi, l’analisi di Filippo Ortona, giornalista e corrispondente da Parigi per Il Manifesto Ascolta o scarica
Circa 24 ore dopo la perdita dei contatti con i nostri colleghi A bordo della Madleen, gli avvocati di Adalah (il Centro Legale per i Diritti delle Minoranze Arabe in Israele) hanno potuto incontrare 10 dei 12 rapiti. Due dei 12 – Omar Faiad, giornalista di Al Jazeera, è rappresentato separatamente da un avvocato incaricato dall’emittente, e Yanis Mhamdi, giornalista francese, è assistito da un avvocato privato. La Freedom Flotilla Coalition (FFC) conferma che quattro dei 12 sono stati deportati e 8 rimangono detenuti in Israele:
1. Baptiste André (Francia) – Deportato
2. Greta Thunberg (Svezia) – Deportata
3. Sergio Toribio (Spagna) – Deportato
4. Suayb Ordu (Turchia) – Detenuto
5. Mark van Rennes (Paesi Bassi) – Detenuto
6. Pascal Maurieras (Francia) – Detenuto
7. Reva Viard (Francia) – Detenuto
8. Rima Hassan (Francia) – Detenuta
9. Thiago Avila (Brasile) – Detenuto
10. Yanis Mhamdi (Francia) – Detenuto
11. Yasemin Acar (Germania) – Detenuta
12. Omar Faiad (Francia) – Deportato
Israele sta gestendo la custodia di tutti i 12 come se fossero entrati illegalmente, nonostante siano stati rapiti con la forza in acque internazionali e condotti in Israele contro la loro volontà.
A ciascuno dei volontari sono state date 2 opzioni: firmare documenti di consenso all’espulsione o rimanere in detenzione e comparire davanti a un tribunale. L’FFC aveva incoraggiato alcuni volontari, se ne avessero avuto la possibilità, ad accettare l’espulsione accelerata al fine di ripristinare l’accesso alle comunicazioni, inclusa la possibilità di parlare liberamente e di difendere i diritti degli altri partecipanti. Tutti hanno contestato esplicitamente per iscritto l’accusa di ingresso illegale, affermando che la legge israeliana non si applica a loro, che la loro missione era di natura umanitaria e che sia l’intercettazione dell’imbarcazione che la loro detenzione sono illegali.
Coloro che non hanno acconsentito a partire rimangono in detenzione e compariranno davanti a un tribunale. Gli avvocati sosterranno che l’intercettazione è stata illegale, le detenzioni arbitrarie e che i volontari devono essere rilasciati senza espulsione. Il team legale continuerà a chiedere che ai volontari sia consentito di tornare sulla Madleen e riprendere la loro missione legittima a Gaza. Tuttavia, sappiamo fin troppo bene che non c’è giustizia nel sistema legale israeliano, che funziona principalmente per legittimare e consolidare la colonizzazione, l’occupazione e l’apartheid. Il tribunale, in ultima analisi, probabilmente ordinerà la loro espulsione forzata.
L’FFC è al fianco dei 12 della Madleen. La loro detenzione è illegale, motivata politicamente e costituisce una diretta violazione del diritto internazionale. La persecuzione dell’azione umanitaria e il silenziamento della resistenza non avranno successo.
L’FFC riconosce che, in virtù dei loro passaporti privilegiati, i 12 della Madleen sono protetti dalla brutalità quotidiana e dalle orribili torture sistemiche che i palestinesi subiscono sotto l’occupazione israeliana. Secondo l’Addameer Prisoner Support and Human Rights Association, al 4 giugno 2025, oltre 10.400 palestinesi erano tenuti prigionieri nelle prigioni israeliane. Di questi, più di 400 sono bambini e più di 3.500 sono detenuti senza processo, accusa o un minimo di giusto processo.
L’aggiornamento con Michele Borgia del team comunicazione della FFC Ascolta o scarica