Nel Seppellimento del conte di Orgaz, El Greco dipinge un ponte tra due mondi. Un'opera visionaria, dove il divino si fa presente, non attraverso dogmi, ma attraverso la bellezza. Corpi allungati, luce mistica, volti assorti: non c’è solo un funerale, ma una rivelazione.
Guardare quest’opera significa domandarsi: cosa sto onorando nella mia vita? Dove termina ciò che vedo e inizia ciò che sento?
El Greco non ci chiede di comprendere tutto. Ci chiede di riconoscere il sacro in ciò che attraversiamo, di aprire un varco tra la materia e lo spirito. È un’opera che parla al cuore di chi cerca verticalità interiore, di chi vuole camminare con radici nella terra e occhi pieni di cielo.