
Sign up to save your podcasts
Or
http://www.unavezleienunlibro.com/2018/03/miguel-llor-el-somriure-dels-sants.html
Sono passati quattro anni, e Laura decide di tornare a casa con suo marito, un porco che appena la vede decide di scoparla milla volte fino all'alba. Laura usce de la camera da letto molto addolorita a causa dall'ostile tratamento e con il ricordo del suo alito pesante. Laura, purtroppo, non ha presso male questa tortura, che è normale, perché il personaggio è morto. L'autora ha usciso Laura, e i morti non sentono niente, per scontato.
I figli nascono, e Laura rispetta scrupulosamente tutti i consigli delle autorità morali del tempo.
La trama crolla, ne anche l'autore ne mostra troppo interesse. I conflitti non sono tali, perché sono irresolvibili. Gli anni passano come un sospiro. Ci si raccontano che il porco, il marito non canvia niente fino quando muore, e ci raccontano c'ò nel bell mezzo del romanzo. Anche la Guerra Civille passa, quella Revelione delle Masse.
Ho fatto molta fatica a leggere questo romanzo, che purtroppo è abbastanza breve. Laura gira e gira e rittorna sempre allo stesso posto. Se nel primo romanzo Laura si ritira in un convento, nel romanzo definitivo il definitivo ritiramente sucede a casa sua, accanto suo marito il cui, come tutti gli altri uomini che incrociano i suoi passi, non è degno neanche di baciarli i piedi, pur essendo meglio di lei, secondo l'autore, perché nel suo molto particolare modo non è né buono né cattivo, quel poveretto...
Teresa e Laura, le due cognate, continuano le loro vitte come si può. Loro si sanno e si sentono cattive e non meritano nessuna pietà. La loro morale è a pezzi. Il loro peggior pecato è quello di non amare un uomo, lo stesso della vedova Oriol, che lo rivela Laura in une delle ultime chiacchierate con la protagonista.
La tristezza e l'umiliazione paralizzano agli uomini, però infondono forza le donne, in questo romanzo. Purtroppo, la storia di Laura non può essere più funeraria, perché Laura è morta, è un'automata che vive, a suo modo, per gli altri. L'autore, ambivalente però spietato, non può evitare di ci mostrare l'indigenza morale di Laura, la sua incapacità di amare quando non restano più di poche pàgine per finire il romanzo, e ci lo sbatte in faccia. Muore Magem, un vecchio pazzo e pratticamente amico intimo di Laura, el lei non prova niente per lui.
C'è chi dice que El somriure dels sants è stato un tentativo de Miquel Llor per ingraziarsi con quelli ofessi da Laura a la ciutat dels sants, il primo romanzo della serie. Può darsi. É dificile collocarsi nella prospettiva dell'epoca, quindi chi lo sa. Trasformare Laura in una sorta della piggiore di tutte forze ha funzionato in questo modo.
http://www.unavezleienunlibro.com/2018/03/miguel-llor-el-somriure-dels-sants.html
Sono passati quattro anni, e Laura decide di tornare a casa con suo marito, un porco che appena la vede decide di scoparla milla volte fino all'alba. Laura usce de la camera da letto molto addolorita a causa dall'ostile tratamento e con il ricordo del suo alito pesante. Laura, purtroppo, non ha presso male questa tortura, che è normale, perché il personaggio è morto. L'autora ha usciso Laura, e i morti non sentono niente, per scontato.
I figli nascono, e Laura rispetta scrupulosamente tutti i consigli delle autorità morali del tempo.
La trama crolla, ne anche l'autore ne mostra troppo interesse. I conflitti non sono tali, perché sono irresolvibili. Gli anni passano come un sospiro. Ci si raccontano che il porco, il marito non canvia niente fino quando muore, e ci raccontano c'ò nel bell mezzo del romanzo. Anche la Guerra Civille passa, quella Revelione delle Masse.
Ho fatto molta fatica a leggere questo romanzo, che purtroppo è abbastanza breve. Laura gira e gira e rittorna sempre allo stesso posto. Se nel primo romanzo Laura si ritira in un convento, nel romanzo definitivo il definitivo ritiramente sucede a casa sua, accanto suo marito il cui, come tutti gli altri uomini che incrociano i suoi passi, non è degno neanche di baciarli i piedi, pur essendo meglio di lei, secondo l'autore, perché nel suo molto particolare modo non è né buono né cattivo, quel poveretto...
Teresa e Laura, le due cognate, continuano le loro vitte come si può. Loro si sanno e si sentono cattive e non meritano nessuna pietà. La loro morale è a pezzi. Il loro peggior pecato è quello di non amare un uomo, lo stesso della vedova Oriol, che lo rivela Laura in une delle ultime chiacchierate con la protagonista.
La tristezza e l'umiliazione paralizzano agli uomini, però infondono forza le donne, in questo romanzo. Purtroppo, la storia di Laura non può essere più funeraria, perché Laura è morta, è un'automata che vive, a suo modo, per gli altri. L'autore, ambivalente però spietato, non può evitare di ci mostrare l'indigenza morale di Laura, la sua incapacità di amare quando non restano più di poche pàgine per finire il romanzo, e ci lo sbatte in faccia. Muore Magem, un vecchio pazzo e pratticamente amico intimo di Laura, el lei non prova niente per lui.
C'è chi dice que El somriure dels sants è stato un tentativo de Miquel Llor per ingraziarsi con quelli ofessi da Laura a la ciutat dels sants, il primo romanzo della serie. Può darsi. É dificile collocarsi nella prospettiva dell'epoca, quindi chi lo sa. Trasformare Laura in una sorta della piggiore di tutte forze ha funzionato in questo modo.