Nonostante le prime descrizioni europee dei popoli dell'Asia orientale, nel cinquecento, li caratterizzino come altamente razionali, una delle preoccupazioni principali dell'evangelizzazione cattolica era l'insegnamento delle pratiche emotive ritenute corrette.
Tali pratiche, confrontandosi con culture dai valori diversi, venivano però adattate, nei limiti concessi dalla dottrina cattolica, per farne il fondamento della comunicazione interculturale nelle nuove comunità cattoliche.