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Keyra, nome d’arte di Annapaola Giannattasio, nasce a Salerno nel 1998.
Il suo mondo può essere racchiuso nel suo nome d'arte, che sembra avere origini diverse: nella Grecia antica è associato a significati di potere, bellezza e sovranità ma in altre culture, come quella irlandese, il termine è associato anche al concetto di oscurità. Dualismo che si manifesta nei suoi testi in cui racconta - con un mix di italiano, napoletano e inglese - la sua visione del mondo femminile e femminista.
Dolori, fragilità e malesseri figli di una personalità a due facce: da un lato esuberante, forte e sfacciata; dall'altra quella di una ragazza che non ha paura di mostrare le sue debolezze. Il suo è un urban pop che affonda le radici nel pop e hip hop americano degli anni 2000, contaminato dalla musica neo melodica napoletana. La contrapposizione tra il suo essere bambina da un lato e lolita dall'altro si manifesta anche nella sua estetica, che lei stessa ama descrivere "come se Kim Kardashian fosse nata a due passi dal Vesuvio".
La sua è una formazione a 360° che spazia dalla musica, alla danza e al canto, in una visione volta a valorizzare l’artista non soltanto come cantante ma come performer completa.
Nel 2021 pubblica il suo brano d’esordio autoprodotto “Ansia”, seguito dal singolo “Respecto”, sino alla firma con Carosello Records con cui pubblica “Femmena” il 5 dicembre 2023.
Il brano reinterpreta e rende omaggio al celebre brano “Malafemmena” di Totò che fece breccia nella cultura popolare del Paese degli anni Cinquanta. Il brano entra nelle playlist editoriali New Music Friday, Napoli Centro e EQUAL Italia e cattura l’attenzione della scena urban napoletana.. L’8 marzo 2024 pubblica il singolo “Piccerè”.
“Piccerè” è un termine dialettale che significa “piccolina”, spesso usato per rivolgersi a bambini o alla propria fidanzata, ovvero un appellativo che Keyra si è sentita dare nei momenti di confronto e chiarimento con il proprio partner in una relazione clandestina, tenuta in segreto per volere altrui. Una parola che di per sé potrebbe essere insignificante, per lei è rimasta impressa nella memoria come uno degli escamotage che l’hanno fatta sentire in difetto nei confronti dell’altro, dalla parte del torto, come una ragazzina lamentosa per questioni amorose futili. Eppure aveva tutte le ragioni per chiedere di essere ascoltata, rispettata, amata.
«La prima canzone che scrissi, quando avevo 14 anni, la scrissi per questo ragazzo più grande di me, di cui mi ero follemente invaghita. Esattamente 12 anni dopo, ho scritto “Piccerè” per quella stessa persona, ma con una consapevolezza totalmente diversa. Gli occhi dell’amore non ci sono più, se non verso me stessa. Ho messo un punto di fine a una storia che è durata anni, un tira e molla infinito dove purtroppo mi sono ritrovata molte volte ad essere l’ombra di altre donne perché ero più piccola e tenuta nascosta. Anche nel rispetto delle altre, oltre che verso di me, è stato un bene uscire da quella situazione», racconta Keyra. «Non sono più una bambina, ma una donna. Il messaggio è: lasciami, lasciami cadere, che tanto mi so rialzare da sola».
By RadioBlaBlaNetworkKeyra, nome d’arte di Annapaola Giannattasio, nasce a Salerno nel 1998.
Il suo mondo può essere racchiuso nel suo nome d'arte, che sembra avere origini diverse: nella Grecia antica è associato a significati di potere, bellezza e sovranità ma in altre culture, come quella irlandese, il termine è associato anche al concetto di oscurità. Dualismo che si manifesta nei suoi testi in cui racconta - con un mix di italiano, napoletano e inglese - la sua visione del mondo femminile e femminista.
Dolori, fragilità e malesseri figli di una personalità a due facce: da un lato esuberante, forte e sfacciata; dall'altra quella di una ragazza che non ha paura di mostrare le sue debolezze. Il suo è un urban pop che affonda le radici nel pop e hip hop americano degli anni 2000, contaminato dalla musica neo melodica napoletana. La contrapposizione tra il suo essere bambina da un lato e lolita dall'altro si manifesta anche nella sua estetica, che lei stessa ama descrivere "come se Kim Kardashian fosse nata a due passi dal Vesuvio".
La sua è una formazione a 360° che spazia dalla musica, alla danza e al canto, in una visione volta a valorizzare l’artista non soltanto come cantante ma come performer completa.
Nel 2021 pubblica il suo brano d’esordio autoprodotto “Ansia”, seguito dal singolo “Respecto”, sino alla firma con Carosello Records con cui pubblica “Femmena” il 5 dicembre 2023.
Il brano reinterpreta e rende omaggio al celebre brano “Malafemmena” di Totò che fece breccia nella cultura popolare del Paese degli anni Cinquanta. Il brano entra nelle playlist editoriali New Music Friday, Napoli Centro e EQUAL Italia e cattura l’attenzione della scena urban napoletana.. L’8 marzo 2024 pubblica il singolo “Piccerè”.
“Piccerè” è un termine dialettale che significa “piccolina”, spesso usato per rivolgersi a bambini o alla propria fidanzata, ovvero un appellativo che Keyra si è sentita dare nei momenti di confronto e chiarimento con il proprio partner in una relazione clandestina, tenuta in segreto per volere altrui. Una parola che di per sé potrebbe essere insignificante, per lei è rimasta impressa nella memoria come uno degli escamotage che l’hanno fatta sentire in difetto nei confronti dell’altro, dalla parte del torto, come una ragazzina lamentosa per questioni amorose futili. Eppure aveva tutte le ragioni per chiedere di essere ascoltata, rispettata, amata.
«La prima canzone che scrissi, quando avevo 14 anni, la scrissi per questo ragazzo più grande di me, di cui mi ero follemente invaghita. Esattamente 12 anni dopo, ho scritto “Piccerè” per quella stessa persona, ma con una consapevolezza totalmente diversa. Gli occhi dell’amore non ci sono più, se non verso me stessa. Ho messo un punto di fine a una storia che è durata anni, un tira e molla infinito dove purtroppo mi sono ritrovata molte volte ad essere l’ombra di altre donne perché ero più piccola e tenuta nascosta. Anche nel rispetto delle altre, oltre che verso di me, è stato un bene uscire da quella situazione», racconta Keyra. «Non sono più una bambina, ma una donna. Il messaggio è: lasciami, lasciami cadere, che tanto mi so rialzare da sola».