In questa nuova puntata di Play and Therapy entriamo nella stanza di terapia con uno sguardo diverso, più profondo e più incarnato. Osserviamo un bambino che esplora lo spazio, sfiora gli oggetti, sceglie un gioco e inizia a creare un mondo tutto suo. Un gesto che sembra quotidiano, ma che in realtà apre un universo di intenzioni, emozioni e possibilità relazionali.
Da qui si apre un viaggio affascinante dentro la scoperta dei neuroni specchio di Giacomo Rizzolatti, una delle intuizioni neuroscientifiche che più hanno trasformato il modo di comprendere la relazione. Scopriamo come, nel gioco condiviso, si attivi un ponte invisibile tra due mondi interni: un bambino che immagina e un adulto che risuona. Un gesto che nasce da una mano e arriva direttamente nel corpo dell’altro.
In questa puntata esploriamo come il gioco diventi un laboratorio vivente di risonanza, sintonizzazione e comprensione incarnata. Parliamo di come il terapeuta, attraverso micro-gesti, imitazioni delicate e presenza regolata, diventi una superficie riflettente capace di dare forma alle emozioni del bambino. E di come, proprio grazie a questa risonanza, il gioco possa trasformarsi in un luogo di cura, regolazione e crescita.
Riflettiamo su cosa accade davvero quando un bambino immagina, distrugge, ripete, costruisce. Su come la teoria dei neuroni specchio illumini la relazione terapeutica. E su come noi adulti possiamo imparare a entrare nel gioco non per guidare, ma per incontrare
Se vuoi scoprire come il gioco possa diventare un ponte tra due mondi, questa puntata è un viaggio da non perdere.