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“Nella notte tra il 15 e il 16 febbraio del 1926 Piero Gobetti morì a Parigi dove era arrivato pochi giorni prima per continuare a fare l’editore, mestiere che gli era stato proibito in Italia con un ordine prefettizio. Era stato ricoverato in una clinica per un improvviso aggravamento delle condizioni fisiche, circondato da pochi amici: scompariva una figura poliedrica di intellettuale, politico, polemista, critico letterario, teatrale e d’arte, traduttore. Il fascino della sua figura non si attenua nel tempo anche per la sua breve esistenza, infatti avrebbe compiuto venticinque anni dopo pochi mesi e i “gobettiani” si sono incarnati in diverse generazioni.”
Così inizia Franco Corleone il suo articolo, pubblicato su l’Unità del 14 febbraio, per ricordare la figura di Piero Gobetti, morto in esilio in Francia anche a seguito dei ripetuti pestaggi subiti dai fascisti in patria.
Nel centenario dalla scomparsa sono numerose le iniziative di celebrazione. Per il podcast di Fuoriluogo vi proponiamo la registrazione dell’iniziativa alla sala stampa della Camera proposta da Benedetto Della Vedova e Roberto Giachetti insieme proprio a Franco Corleone, Paolo di Paolo e Riccardo Magi.
“Nessun cambiamento può avvenire se non parte dal basso, mai concesso né elargito, se non nasce nelle coscienze come autonoma e creatrice volontà rinnovarsi e di rinnovare.” Una delle più note citazioni di Gobetti, che val la pena di ricordare, cent’anni dopo la sua morte.
Buon ascolto.
* Leggi l’articolo di Franco Corleone per l’Unità del 14 febbraio 2026
By Fuoriluogo“Nella notte tra il 15 e il 16 febbraio del 1926 Piero Gobetti morì a Parigi dove era arrivato pochi giorni prima per continuare a fare l’editore, mestiere che gli era stato proibito in Italia con un ordine prefettizio. Era stato ricoverato in una clinica per un improvviso aggravamento delle condizioni fisiche, circondato da pochi amici: scompariva una figura poliedrica di intellettuale, politico, polemista, critico letterario, teatrale e d’arte, traduttore. Il fascino della sua figura non si attenua nel tempo anche per la sua breve esistenza, infatti avrebbe compiuto venticinque anni dopo pochi mesi e i “gobettiani” si sono incarnati in diverse generazioni.”
Così inizia Franco Corleone il suo articolo, pubblicato su l’Unità del 14 febbraio, per ricordare la figura di Piero Gobetti, morto in esilio in Francia anche a seguito dei ripetuti pestaggi subiti dai fascisti in patria.
Nel centenario dalla scomparsa sono numerose le iniziative di celebrazione. Per il podcast di Fuoriluogo vi proponiamo la registrazione dell’iniziativa alla sala stampa della Camera proposta da Benedetto Della Vedova e Roberto Giachetti insieme proprio a Franco Corleone, Paolo di Paolo e Riccardo Magi.
“Nessun cambiamento può avvenire se non parte dal basso, mai concesso né elargito, se non nasce nelle coscienze come autonoma e creatrice volontà rinnovarsi e di rinnovare.” Una delle più note citazioni di Gobetti, che val la pena di ricordare, cent’anni dopo la sua morte.
Buon ascolto.
* Leggi l’articolo di Franco Corleone per l’Unità del 14 febbraio 2026

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