Molte collezioni d’arte contemporanea nascono da incontri. Quella di Agnes e Frits Becht nasce così: in un bar dell'Aia, nei Paesi Bassi, alla fine degli anni '50. Frits conosce gli artisti del suo tempo, del Nouveau Réalisme, della Pop Art, del minimalismo concettuale, e con la moglie iniziano ad acquistare opere non con l’idea di costruire una collezione, ma di vivere con l'arte. Il cuore di questa storia è nelle persone, nelle feste in casa durante le grandi mostre allo Stedelijk di Amsterdam, nella giovane Kusama, in Lucio Fontana, che chiede ad Agnes quale sia il suo colore preferito e poche settimane dopo le invia un taglio di quel colore. Oggi questo spirito continua con il figlio Brendan, che porta l’arte dentro la vita quotidiana nel suo ristorante milanese Zazà Ramen. Sulle due grandi pareti dietro i tavoli, le opere di grandi artisti - da David Tremlett a Nathalie Du Pasquier - appaiono e scompaiono, si integrano nell’esperienza di chi attraversa lo spazio. I wall painting e le installazioni site specific, come Untitled Cloth di Michele Lombardelli, diventano parte di una micro-comunità fondata sulla condivisione, sul cibo, sulla conversazione. L’ottava puntata di Invito a Vedere chiude la prima stagione ricordandoci che l’arte è relazione, esperienza vissuta, qualcosa che non si possiede, ma che ci attraversa.