Le grandi pale eoliche che si vorrebbero installare in Sardegna rappresentano una nuova forma di
colonialismo che non vogliamo scrollarci di dosso. Consumano i luoghi, favoriscono quell’ecologia
dell’apparenza che non modifica un nostro rapporto con quanto chiamiamo Natura.
Le forme di resistenza sono necessarie per rispettare i luoghi e permettere lo sviluppo di possibilità
alternative.