Le armi, oltre che devastatrici di ecosistemi, sono demolitrici di vita, in quanto vengono pensate con
l’obiettivo di uccidere qualcuno.
Non ci sono le armi dei “buoni” e le armi dei “cattivi”, così come non esiste una caccia utile per prendersi cura della natura. Eppure, le parole e gli interessi sono in grado di creare una narrazione che le giustifica; così le armi si trasformano, non più oggetti da denigrare ma oggetti con cui avere una nuova familiarità.