A meno di un chilometro di distanza vidi un vero, gigantesco Mech umanoide nemico schiacciare case e palazzi sotto i suoi piedi d’acciaio.
Ma io ero pronto, ero pronto da tutta la vita per quel momento.
Alzai il poderoso braccio e iniziai a sparare raggi di energia dalla punta delle dita,
salve di missili dalla schiena,
scariche di piombo mentre gli correvo incontro sotto una pioggia torrenziale,
in un freddo giorno d’inverno sulla terra,
ma ancor più freddo su quel pianeta dimenticato.
Ma ero appena diventato un guerriero Mekton,
e pensavo di essere immortale dentro a quel cockpit che puzzava di ferro.