“Gli anni passavano. Talvolta lavoravo rintanato in una stanzetta nascosta. Non potevo smettere di
dipingere. Ero stato privato del diritto di procurarmi i materiali ed erano quasi solo le mie piccole,
speciali idee che ho potuto dipingere e catturare su minuscoli fogli, i miei “quadri non dipinti”, che
sarebbero diventati grandi, veri quadri quando loro e io ne avessimo avuto il permesso”.
Così Emil Nolde racconta la genesi dei suoi “Ungemalte Bilder” nel dattiloscritto del terzo volume delle
sue memorie: più di 1300 opere su carta, piccoli acquerelli coloratissimi e parte fondamentale della
storia artistica di Nolde, nonché fulcro di una sorta di leggenda grazie alla quale lui e i suoi piccoli lavori
sono stati per lungo tempo considerati quali simbolo della resistenza artistica alla politica repressiva di
Hitler. La realtà, però, come sempre sarebbe un’altra e decisamente più complessa.