Nella prima fase della sua produzione artistica, Münter si ispira di certo a Kandinsky per quanto riguarda le teorie in merito allo “spirituale nei colori”, ma anche per la tecnica di applicazione del colore: inizialmente Münter percepisce quasi di non riuscire a stare “al passo” con la propria immaginazione, che corre più veloce di quanto possa fare un pennello. Così chiede aiuto al suo mentore, che le insegna ad utilizzare la spatola, che finalmente le permette una stesura del colore più rapida e veloce. A differenza di Kandinsky, che sempre più si spingerà verso l’astrazione pura, Münter, con le sue opere, rimane sempre legata al visibile e al reale: case, strade, montagne e persone, raffigurate con forme semplificate e colori intensi, che vanno a creare una “figurazione espressiva”, capace di trasmettere emozione attraverso il colore e immagini riconoscibili.