Error 404: person not found
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Error 404: person not found episodes

  • Ha inventato il futuro dei microchip (ma per trent'anni ha dovuto nasconderlo insieme a se stessa) — Lynn Conway
    Nel 1998 uno storico dell'informatica insegue un nome che compare ovunque nei documenti segreti di un supercomputer IBM degli anni Sessanta e poi sparisce nel nulla nel 1968.

    Quel nome apparteneva a Lynn Conway, l'ingegnera che inventò l'esecuzione fuori ordine, la tecnica alla base di quasi ogni processore moderno, e che l'IBM licenziò lo stesso giorno in cui annunciò la propria transizione di genere.

    Costretta a ricostruirsi un'identità e una carriera da zero, Lynn arrivò allo Xerox PARC e scrisse con Carver Mead il libro che diede il via alla rivoluzione della progettazione dei microchip.

    Solo nel 2020, cinquantadue anni dopo averla licenziata, l'IBM le chiese scusa. Un episodio di Error 404 Person Not Found sulla mano invisibile dietro i microchip moderni.

    Riferimenti
    • Los Angeles Times, intervista di Michael Hiltzik a Lynn Conway (2000)
    • The Washington Post, "In 1968, IBM fired Lynn Conway for being transgender. She finally got an apology." (2020)
    • Wikipedia, voce "Lynn Conway"
    • Scientific American, "Remembering Lynn Conway, of the Conway Effect, Who Helped Launch the Computing Revolution" (2024)
    • Columbia Engineering, necrologio di Lynn Conway (2024)
    • Sito web personale di Lynn Conway, "Lynn Conway's Retrospective", University of Michigan
    • Caltech News, "How a Small Class at Caltech Helped Launch a Computer Revolution"
    • National Inventors Hall of Fame, biografia di Lynn Conway
    • Syracuse University News, necrologio di Lynn Conway (2024)
    • The Conversation, "Lynn Conway was a trans woman in tech" (2024)


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    19 min
  • Ha inventato il neurone artificiale (poi ha bruciato tutto quello che sapeva) — Walter Pitts
    Un ragazzo senza casa che a dodici anni corregge Bertrand Russell, a venti inventa insieme a un neurofisiologo insonne il primo modello matematico del neurone, e a quarantasei muore solo, dopo aver bruciato con le sue mani anni di ricerca.

    È la storia di Walter Pitts: l'uomo che, senza mai laurearsi, ha posto le fondamenta di ogni rete neurale artificiale che usiamo oggi - dai percettroni ai grandi modelli linguistici.

    Riferimenti
    • Wikipedia, "Walter Pitts"
    • Neil R. Smalheiser, "Walter Pitts", profilo biografico (ResearchGate)
    • Amanda Gefter, "The Man Who Tried to Redeem the World with Logic", Nautilus / Big Think
    • HandWiki, "Biography: Walter Pitts"
    • Warren McCulloch e Walter Pitts, "A Logical Calculus of the Ideas Immanent in Nervous Activity", Bulletin of Mathematical Biophysics, 1943




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    18 min
  • "Ho creato un incubo": il pentimento del padre della password - Fernando Corbató
    Nel 1961, per risolvere un piccolo problema tra colleghi che condividevano lo stesso computer al MIT, il fisico Fernando Corbató inventa la password.

    Sessant'anni dopo, quella soluzione quasi burocratica è diventata il gesto più ripetuto della storia umana — e lui stesso, poco prima di morire, l'ha definita "un incubo".

    Un episodio su time-sharing, fallimenti che diventano fondamenta (Multics, Unix, Linux), e su come le idee più discrete a volte cambiano il mondo più di quelle rumorose.

    Riferimenti:









    • Wikipedia (edizione inglese), voce "Fernando J. Corbató"
    • MIT CSAIL, necrologio "Fernando 'Corby' Corbató (1926-2019)"
    • ACM, biografia e citazione del premio Turing 1990
    • Wall Street Journal, intervista del 2014 "Man Behind the First Computer Password: It's Become a Nightmare" (ripresa da Communications of the ACM)
    • New York Times, Washington Post, BBC News: necrologi del luglio 2019


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    18 min
  • Il primo virus della storia nacque per gioco (e chi lo rese pericoloso inventò anche la cura) - Bob Thomas e Ray Tomlinson
    Nel 1971, dentro la giovanissima ARPANET, un ingegnere della BBN scrive per gioco il primo programma capace di muoversi da solo tra i computer della rete: si chiama Creeper, e lascia ovunque la stessa sfida stampata su un teletipo.

    A dargli la caccia sarà un collega timido che, nello stesso anno, inventerà anche l'email: Ray Tomlinson. Dalla loro rincorsa nasce, quasi per caso, il primo antivirus della storia.

    Un episodio di Error 404 sull'infanzia ingenua e senza password del mondo digitale, prima che l'innocenza finisse per sempre.

    Riferimenti
    - Corewar.co.uk, "Creeper and Reaper, the History of the First Computer Worm"
    - SmarterMSP.com, "The Creeper and the Reaper make cybersecurity history"
    - Wikipedia, voce "Creeper and Reaper"
    - HistoryOfInformation.com, "The Creeper Worm, the First Computer Virus"
    - MissedHistory.com, "The First Computer Virus in 1971"
    - Movilforum.com, "Del Creeper a Heartbleed: el origen del malware"
    - Lemelson-MIT, biografia di Ray Tomlinson
    - Pirelli.com e Focus.it, necrologi e profili di Ray Tomlinson (2016)
    - Gulf News e Al Jazeera, "Ray Tomlinson, inventor of email and '@' symbol, dies"
    - HistoryOfInformation.com, "Frederick B. Cohen Coins the Term 'Computer Virus'"
    - Scientific American, "When did the term 'computer virus' arise?"
    - FBI.gov, "The Morris Worm"
    - Washington Post, "The real story of how the Internet became so vulnerable"



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    18 min
  • Perché Google funziona (e il motivo per cui nessuno conosce chi l'ha inventato) - Karen Sparck Jones
    Karen Spärck Jones passava le giornate a trascrivere dizionari su schede perforate e le sere pedalando verso cene formali con l'abito da sera appuntato al manubrio.

    Nessuno, guardandola, avrebbe indovinato che stava per inventare l'idea matematica su cui si regge ogni ricerca su Google, e che oggi, a sorpresa, batte ancora le reti neurali più sofisticate dentro ChatGPT e i moderni sistemi di intelligenza artificiale.

    Fonti e riferimenti:
    - Spärck Jones, K. (1972), "A Statistical Interpretation of Term Specificity and Its Application in Retrieval", Journal of Documentation, 28, 11–21.
    - Spärck Jones, K. (1964), tesi di dottorato "Synonymy and Semantic Classification", pubblicata come libro da Edinburgh University Press nel 1986.
    - The New York Times, serie "Overlooked No More: Karen Sparck Jones, Who Established the Basis for Search Engines", 2 gennaio 2019.
    - Wolfson College, Cambridge: "From internet search to ChatGPT: the groundbreaking thinking of Karen Spärck Jones is all around us", con dichiarazioni della professoressa Ann Copestake.
    - Oral History Karen Spärck Jones, Engineering and Technology History Wiki (IEEE), 2001.
    - Obituary di John Tait, 2007.
    - ACM Media Center, comunicato sui premi ACM/AAAI Allen Newell Award e ACM-W Athena Lecturer Award, marzo 2007.
    - Ricerche recenti su BM25 e retrieval augmented generation nei moderni sistemi di intelligenza artificiale linguistica.

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    17 min
  • Prima di Microsoft Word: la macchina che ha eliminato le dattilografe - Evelyn Berezin
    Prima di Word, prima di Google Documenti, prima ancora dei personal computer, una fisica del Bronx che non riusciva a trovare lavoro come fisica inventò la macchina che ha insegnato al mondo intero a cancellare un errore senza ricominciare da capo.

    Si chiamava Evelyn Berezin. Ha progettato sistemi di prenotazione aerea, calcolatori militari e terminali per le scommesse ippiche prima di rivoluzionare, per sempre, il lavoro d’ufficio — eppure il suo nome è quasi del tutto scomparso dalla storia che lei stessa ha reso possibile.

    Un episodio su invenzioni invisibili, soffitti di cristallo infranti a fatica, e sul prezzo silenzioso del progresso.

    Fonti principali:
    • Computer History Museum — Oral History of Evelyn Berezin, intervista di Gardner Hendrie (2014); profilo biografico e necrologio (2018)
    • National Inventors Hall of Fame — scheda dell’inductee Evelyn Berezin
    • NPR — necrologio, “Evelyn Berezin, Computer Scientist Behind Groundbreaking Word Processor, Dies At 93” (dicembre 2018)
    • Communications of the ACM — necrologio, “Evelyn Berezin, 93, Dies; Built the First True Word Processor”
    • The Jewish Chronicle — necrologio di Evelyn Berezin
    • World Economic Forum — “This woman changed the world of work – and you’ve probably never heard of her” (2019)
    • Wikipedia (voce “Evelyn Berezin”)
    • Stony Brook University — pagine sulle donazioni Berezin-Wilenitz


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    18 min
  • La star di Hollywood che ha inventato il WiFi - Hedy Lamarr [chi ha inventato il WiFi]
    Chi ha inventato il WiFi, il Bluetooth e il GPS? Non un ingegnere, ma Hedy Lamarr, la diva più fotografata di Hollywood negli anni '40.

    Nel 1941, scappata da un marito che la teneva prigioniera, brevettò con il compositore George Antheil un sistema di comunicazione segreta a 88 frequenze per guidare i siluri contro i nazisti.

    La Marina USA lo ignorò. 50 anni dopo è diventato la base del WiFi, Bluetooth e GPS che usi ogni giorno.

    In questo episodio di Error 404: Person Not Found ti racconto la fuga, il brevetto n. 2.292.387 e perché ha dovuto aspettare il 2014 per entrare nella Hall of Fame degli inventori.
    ---

    Riferimenti:
    • Richard Rhodes, "Hedy's Folly. La vita e le invenzioni sorprendenti di Hedy Lamarr, la donna più bella del mondo", Codice Edizioni, 2012 (edizione italiana).
    • "Bombshell: The Hedy Lamarr Story", documentario di Alexandra Dean, 2017.
    • Ufficio Brevetti degli Stati Uniti (USPTO), brevetto n. 2.292.387, "Secret Communication System", depositato nel 1941, concesso nel 1942.
    • Electronic Frontier Foundation, Pioneer Award 1997.
    • National Inventors Hall of Fame, induzione 2014.


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    12 min
  • Chi ha inventato il tasto "Stop" e i comandi che usiamo ogni giorno - Betty Holberton
    Nel 1946 una fotografia passò alla storia con la didascalia sbagliata: "modelle".

    Le donne in quello scatto stavano in realtà programmando l'ENIAC, il primo computer general-purpose della storia.

    Tra loro, Betty Holberton: inventò il concetto di breakpoint nel debugging, disegnò la disposizione del tastierino numerico che usiamo ancora oggi, scelse il grigio-beige dei primi computer e scrisse uno dei primissimi codici a istruzioni mnemoniche dell'informatica.

    La storia di chi resta invisibile anche mentre cambia il mondo.

    Riferimenti
    - Wikipedia (EN) — Betty Holberton; UNIVAC I; Jean Bartik
    - ETHW, Engineering and Technology History Wiki — Betty Holberton
    - EDN — "Programming pioneer Betty Holberton is born, March 7, 1917"
    - AWIS (Association for Women in Science) — Betty Holberton
    - Mental Floss — "Meet the 'Refrigerator Ladies' Who Programmed the ENIAC"
    - Washington Post, necrologio 2001 (ripreso da AnandTech Forums)
    - NIST Special Publication 958 — "FORTRAN Test Programs"
    - U.S. Army / DEVCOM ARL — "Army welcomes new supercomputers; honors pioneering women", ottobre 2023
    - Baltimore Sun — cerimonia di dedica dei supercomputer, ottobre 2023
    11 min
  • Come un gruppo di studenti del MIT ha inventato i videogiochi di notte - Alan Kotok
    Una sera di maggio del 2006, un uomo di sessantaquattro anni rimette le mani su un computer che aveva contribuito a far rivivere quarantacinque anni prima. Undici giorni dopo non c'è più.

    È la storia di Alan Kotok: il ragazzo della ferramenta di provincia diventato uno dei "primi hacker" del MIT, inventore — per gioco — del primo joystick della storia, autore di uno dei primi programmi scacchistici al mondo, e infine architetto degli standard che reggono il web di oggi.

    Una vita intera passata a smontare e rimontare il futuro, un interruttore alla volta.

    Riferimenti
    Wikipedia (voce "Alan Kotok");
    Computer History Museum, PDP-1 Restoration Project, profilo biografico di Alan Kotok;
    MIT News, necrologio "Alan Kotok, 64, created joystick" (2006);
    Chessprogramming Wiki, voce sul programma Kotok-McCarthy;
    Steven Levy, *Hackers: Heroes of the Computer Revolution.




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    16 min
  • L'errore di calcolo che stava per distruggere l'Apollo 11 (e il codice che lo impedì) - Margaret Hamilton
    Luglio millenovecentosessantanove: l'Apollo undici scende verso la Luna e il computer di bordo suona un allarme.

    Nessuno sa cosa fare — tranne chi aveva scritto quel codice. Margaret Hamilton era una giovane matematica dell'Indiana arrivata al MIT per sostenere gli studi del marito.

    Finì per inventare l'ingegneria del software, guidare il team che scrisse il cervello digitale del programma Apollo e salvare l'allunaggio più famoso della storia con una scelta presa anni prima, in un pomeriggio qualunque, guardando sua figlia premere tasti su un simulatore.

    Questo episodio racconta chi era davvero, come ci arrivò, e perché ogni volta che un sistema non va in crash, è anche merito suo.

    Fonti principali
    • Hamilton, M. H. (1976). Higher-Order Software — A Methodology for Defining Software. IEEE Transactions on Software Engineering. La pietra miliare in cui Hamilton formalizza i principi dell'ingegneria del software da lei sviluppati per la NASA.
    • Mindell, D. A. (2008). Digital Apollo: Human and Machine in Spaceflight. MIT Press. La fonte accademica più autorevole sul ruolo del software e del team di Hamilton nel programma Apollo.
    • Ceruzzi, P. E. (2003). A History of Modern Computing (2ª ed.). MIT Press. Contesto storico sull'evoluzione dell'informatica e il contributo di Hamilton.
    • NASA Technical Report — Apollo Guidance Computer (AGC). Documentazione originale sull'architettura del computer di bordo e sulla gestione degli allarmi 1202/1201 durante l'Apollo undici.
    • Hamilton, M. (2014). What the Errors Tell Us. IEEE Software, 31(5). Riflessioni della stessa Hamilton sul concetto di fault tolerance e sulla sua genesi.
    • The White House (2016). Cerimonia di conferimento della Presidential Medal of Freedom a Margaret Hamilton, 22 novembre duemilasedici.
    • Shapiro, F. R. (2000). Origin of the Term Software Engineering. Annals of the History of Computing. Traccia la storia documentata dell'invenzione dell'espressione da parte di Hamilton.


    Questo episodio include contenuti generati dall’IA.
    16 min

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