‹‹Gli antichi greci hanno distinto con precisione l’umano dall’animale e ancor più dal vegetale perché, potremmo osservare, si sentivano molto simili e ancora con-fusi, altrimenti non avrebbero sentito questa esigenza. Noi oggi assottigliamo questa distanza, riconosciamo con generosità diritti agli animali e forse a breve anche alle piante, siamo vegetariani o vegani, e via dicendo. Ma forse accade perché ci sentiamo già lontanissimi dagli altri viventi. La civiltà scientica e industriale ci ha posto “fuori” e “al di sopra” della natura, ci ha portato a vivere all’interno di spazi completamente antropizzati, articiali. Potremmo addirittura ipotizzare che siamo qui a interrogarci sulla vita perché non la vediamo più intorno a noi, l’abbiamo addomesticata, manipolata, ridotta a macchina, rimossa, cancellata. Siamo forse qui a interrogarci sulla vita perché non sappiamo più che cosa sia. E questo proprio nel momento in cui sembriamo saperne più che mai››. - G. Tosi, Dal punto di vista delle piante, 2019, p. 14.