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Dopo queste cose, Gesù se ne andava per la Galilea, non volendo fare altrettanto in Giudea perché i Giudei cercavano di ucciderlo.
Or la festa dei Giudei, detta delle Capanne, era vicina. Perciò i suoi fratelli gli dissero: «Parti di qua e va’ in Giudea, affinché i tuoi discepoli vedano anch’essi le opere che tu fai. Poiché nessuno agisce in segreto, quando cerca di essere riconosciuto pubblicamente. Se tu fai queste cose, manifèstati al mondo». Poiché neppure i suoi fratelli credevano in lui. Gesù quindi disse loro: «Il mio tempo non è ancora venuto; il vostro tempo, invece, è sempre pronto. Il mondo non può odiare voi; ma odia me, perché io testimonio di lui che le sue opere sono malvagie. Salite voi alla festa; io non salgo a questa festa, perché il mio tempo non è ancora compiuto». Dette queste cose, rimase in Galilea. Ma quando i suoi fratelli furono saliti alla festa, allora vi salì anche lui; non palesemente, ma come di nascosto. I Giudei dunque lo cercavano durante la festa, e dicevano: «Dov’è quel tale?» Vi era tra la folla un gran mormorio riguardo a lui. Alcuni dicevano: «È un uomo per bene!» Altri dicevano: «No, anzi, svia la gente!» Nessuno però parlava di lui apertamente, per paura dei Giudei.
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(Giovanni 7:1-13 – La Bibbia)
Tra gli eventi narrati nel precedente capitolo e quelli di cui stiamo parlando, passarono circa sei mesi, il tempo che intercorre tra la festa di Pasqua e la festa delle Capanne (detta anche “dei Tabernacoli”). Durante quel periodo Gesù svolse il suo ministero pubblico in Galilea, non recandosi in Giudea dove c’erano persone che volevano ucciderlo. Questo non deve sorprenderci. Infatti Gesù era venuto per dare la sua vita per i peccati degli uomini ma ciò sarebbe avvenuto al momento opportuno e quello non era ancora il momento. La sua ora non era ancora venuta.
Come è logico supporre, anche i fratelli di Gesù lo avevano probabilmente visto compiere delle opere ma l’atteggiamento di Gesù li rendeva perplessi e increduli. Infatti Gesù in quel periodo stava formando dei discepoli, svolgendo il suo ministero in Galilea lontano dai riflettori di Gerusalemme, comportamento incomprensibile per loro. Infatti anche i fratelli di Gesù sembravano aspettarsi una manifestazione del Messia come leader politico e il comportamento di Gesù non li convinceva. Se Gesù fosse stato veramente il Messia avrebbe dovuto mostrarsi in maniera chiara e portare avanti il programma politico che loro si aspettavano, programma che li avrebbe liberati dai Romani tanto per cominciare. Gerusalemme era il palcoscenico migliore per portare avanti tale programma, infatti lì c’erano le autorità giudaiche più importanti e, se Gesù avesse ottenuto l’appoggio dei capi, avrebbe avuto anche quello del resto del popolo. Dal loro punto di vista, uno che pretendeva di essere il Messia non avrebbe dovuto rimanere in Galilea a perdere tempo con...