Intraprendere un percorso dedicato a Pierre Schaeffer significa inevitabilmente confrontarsi con le fondamenta stesse della musica del secondo Novecento. Parlare di lui non è solo ricordare un compositore, ma riconoscere il lavoro di un pensatore radicale, di un ricercatore instancabile, che ha saputo ridefinire, in profondità, i parametri percettivi ed estetici della creazione musicale. Nel suo approccio, il suono smette di essere un mezzo subordinato a una grammatica tonale o seriale, e diventa esso stesso oggetto di indagine, di ascolto, di costruzione autonoma. Pierre Schaeffer non ci ha lasciato solo una serie di opere o di scritti teorici. Ci ha lasciato una postura mentale, una disponibilità all’ascolto che è, prima di tutto, un’apertura al possibile. In tempi di iperproduzione musicale e di overload sonoro, tornare a Schaeffer significa anche rieducarsi all’attenzione, al dettaglio, all’ascolto come atto creativo. Un’eredità, dunque, che non appartiene solo al passato, ma che continua a parlarci – con forza – nel presente. TRACKLISTING: Cinq études de bruits / Symphonie pour un homme seul / La trièdre fertile – II. Strette / Suite pour 14 instruments – V. Sphoradie / Écho d’Orphee – I. D’un sillon l’autre / Suite 14 – III. Sphoradie / Étude aux objects – IV. Objects rassemblés /Les paroles dégelées / Étude aux sons animés / Variations sur une flûte Mexicaine
Altre Informazioni