Ci sono musicisti che diventano grandi perché sanno stare perfettamente dentro una tradizione. E poi ci sono quelli che diventano leggendari proprio perché da quella tradizione si staccano, la piegano, la riscrivono. Thelonious Monk appartiene senza dubbio alla seconda categoria. Molti lo ricordano per il suo stile pianistico unico: il tocco percussivo, quasi rude, le dissonanze spiazzanti, gli intervalli inusuali. Monk suonava il piano come se fosse uno strumento a percussione, e al tempo stesso come se ogni nota fosse un personaggio, con un proprio ruolo in una storia più grande. Non cercava la bellezza convenzionale: cercava l’espressione più diretta, più vera. Monk è diventato uno dei più grandi proprio perché non ha mai cercato di esserlo. Ha seguito la sua strada, anche quando sembrava la più tortuosa. E oggi quella strada è diventata una delle vie maestre del jazz. TRACKLISTING: Round midnight – Off minor – Misterioso – Bemsha swing – Brilliant corners – Easy street – Ruby my dear – Memories of you – Blue Monk – Bright Mississippi – Between the devil and the deep blue sea – Ask me now – Straight no chaser
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