FATHER AND SONS

Father & Sons 379 – Linton Kwesi Johnson


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Linton Kwesi Johnson rappresenta il punto di faglia dove la metrica della protesta incontra la scomposizione ritmica del Dub, elevando la parola a strumento di precisione sociologica. Architetto della Dub Poetry, Johnson ha scardinato l’egemonia dell’inglese standard attraverso l’uso del Patois, inteso non come folclore ma come rivendicazione di dignità fonetica. Insieme a Dennis Bovell, ha codificato un’estetica fatta di spazi vuoti e riverberi spettrali, in cui la sua voce distaccata e monocorde agisce come un bisturi sulla coscienza della Gran Bretagna post-coloniale. Attraverso capolavori come Forces of Victory e Bass Culture, ha documentato le lotte di Brixton e la brutalità delle leggi “Sus”, fondendo il rigore dell’analisi marxista con la potenza dei Sound System. Primo poeta nero vivente inserito nei Penguin Modern Classics, LKJ incarna l’eccezione di un rivoluzionario diventato canone senza mai cedere all’industria, preservando la propria integrità tramite la LKJ Records. La sua caratura risiede nella capacità di essere simultaneamente la voce della diaspora e l’intellettuale della rivolta, dimostrando che un basso elettrico può avere l’autorità di un trattato storico. Egli resta la coscienza critica del ritmo: un uomo che ha trasformato la “Bass Culture” in una scienza della realtà, rendendo la parola un’arma di liberazione collettiva. TRACKLISTING: Loraine, Bass culture, Five Nights of Bleeding (for Leroy Harris), Dread Beat An’ Blood, Sonny’s lettah (anti-sus poem), Reggae Fi Radni, Di Great Insohreckshan, Wat About di Workin Claas, Tings an’ times, Liesense fi kill, Dubbin di revalueshan, New world hawdah, Iron bar dub, Reality poem

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FATHER AND SONSBy RadiostART