Abissale, urticante, sciamanico: calarsi nell’universo di Don Van Vliet, alias Captain Beefheart, significa accettare il naufragio di ogni certezza formale per esplorare il cubismo applicato alla materia rock. Viene sezionata la parabola di un genio primitivo che ha disintegrato il blues rurale del Delta per ricombinarlo con l’urgenza del free jazz, trasformando la poliritmia in una rischiosa architettura del caos. Al centro di questo Big Bang estetico pulsa l’asse magnetico e conflittuale con Frank Zappa, compagno di scorribande adolescenziali nel deserto del Mojave a base di r&b oscuro e visioni d’avanguardia. Zappa, il geometra ossessivo della partitura, fu l’unico a comprendere e incanalare la potenza anarchica del Capitano, offrendogli i mezzi per registrare i suoi deliri sonori e assecondando una visione che sfidava le leggi stesse della fisica acustica. La cifra stilistica di Beefheart risiede proprio in questo totale disallineamento: chitarre deragliate che viaggiano su tempi dispari, linee di basso sradicate dal groove tradizionale e una voce da baritono fangoso capace di coprire quattro ottave, spesso registrata a cappella ignorando la traccia strumentale. Non si trattava di improvvisazione, ma di un rigore brutale e primitivo, ottenuto costringendo la sua Magic Band a prove estenuanti per tradurre in note frammenti di pianoforte astratti e intuizioni visive. Senza questo espressionismo sonoro e la sua poesia ecologista e allucinata, l’evoluzione del post-punk, del noise e del rock alternativo avrebbe traiettorie completamente diverse. Un viaggio denso e ravvicinato per comprendere l’uomo che ha dimostrato al mondo come la struttura più complessa possa nascere dalla più pura e viscerale anarchia. TRACKLISTING: Her eyes are blue a million miles – Diddy wah diddy (Bo Diddley cover) – Electricity – Trust us – Hair pie _ Pachuco cadaver – When Big Joan sets up – Flash Gordon’s ape – Big eyed beans from Venus – Further than we’ve gone – Muffin man (live with Frank Zappa) – Bat chain puller – Ice cream for crow – Sure ‘nuff ‘n yes i do
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