Oggi in Cristo

Fede in azione


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Avvenne che mentre Pietro andava a far visita a tutti si recò anche dai santi residenti a Lidda. Là trovò un uomo di nome Enea, che da otto anni giaceva paralitico in un letto. Pietro gli disse: «Enea, Gesù Cristo ti guarisce; àlzati e rifatti il letto». Egli subito si alzò. E tutti gli abitanti di Lidda e di Saron lo videro e si convertirono al Signore.
A Ioppe c'era una discepola, di nome Tabita, che, tradotto, vuol dire Gazzella: ella faceva molte opere buone ed elemosine. Proprio in quei giorni si ammalò e morì. E, dopo averla lavata, la deposero in una stanza di sopra. Poiché Lidda era vicina a Ioppe, i discepoli, udito che Pietro era là, mandarono due uomini per pregarlo che senza indugio andasse da loro. Pietro allora si alzò e partì con loro. Appena arrivato, lo condussero nella stanza di sopra; e tutte le vedove si presentarono a lui piangendo, mostrandogli tutte le tuniche e i vestiti che Gazzella faceva, mentre era con loro. Ma Pietro, fatti uscire tutti, si mise in ginocchio, e pregò; e, voltatosi verso il corpo, disse: «Tabita, àlzati». Ella aprì gli occhi; e, visto Pietro, si mise seduta. Egli le diede la mano e la fece alzare; e, chiamati i santi e le vedove, la presentò loro in vita. Ciò fu risaputo in tutta Ioppe, e molti credettero nel Signore. Pietro rimase molti giorni a Ioppe, presso un certo Simone conciatore di pelli.
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(Atti 9:32-43 - La Bibbia)

Indice della serie sugli Atti degli apostoli

Non capita tutti i giorni di assistere ad un evidente miracolo come quelli raccontati in questo brano.

Certamente anche al giorno d'oggi capita di ascoltare storie di persone che sono guarite da malattie che i medici avevano giudicato come inguaribili, ma leggendo il libro degli Atti si ha la sensazione che, ciò che a noi sembra straordinario, fosse quasi la regola nella vita degli apostoli.

Leggendo questo brano con un minimo di attenzione, comprendiamo il motivo per cui il Signore accompagnava la predicazione degli apostoli con miracoli in quantità, infatti è evidente che i miracoli favorivano la diffusione del vangelo perché molti credevano proprio dopo aver assistito a eventi straordinari realizzati nel nome di Gesù.

Pietro aveva una grande fede in ciò che Gesù Cristo poteva fare e si nota come egli invocasse direttamente Gesù come autore delle guarigioni: "Enea, Gesù Cristo ti guarisce...". La guarigione attirò quindi l'attenzione dei vicini non su un generico dio, ma proprio sulla persona di Gesù Cristo, e la notizia si espanse velocemente provocando una grande quantità di conversioni nella città di Lidda e in Saron.

Ma le voci corrono e anche nella vicina Ioppe era arrivata la notizia della presenza di Pietro e della sua opera nella zona. Così, quando la discepola Tabita morì, non esitarono un istante a chiamare Pietro. Il brano non ci dice nulla sulle loro aspettative. Forse avevano semplicemente chiamato Pietro perché fosse presente alla sepoltura di una discepola tanto cara a tutti loro per le sue opere buone e le sue elemosine. Ma Pietro aveva evidentemente la sensazione che Gazzella avrebbe ancora cucito tuniche e vestiti. Magari quella morte era solo momentanea e sarebbe servita a rendere ancora una volta onore a Gesù Cristo!

Ancora una volta Pietro dimostrò una grande fede nella potenza del Signore Gesù risorto. Pietro non poteva aver dimenticato ciò che Gesù aveva fatto davanti alla tomba di Lazzaro e si aspettava che il suo Signore potesse ancora operare nel medesimo modo. Ma egli non fece lo sbruffone annunciando che avrebbe risuscitato la ragazza ma si mise semplicemente in ginocchio a pregare con fiducia, cercando la volontà del Signore in proposito. Mentre era in preghiera ricevette evidentemente una risposta positiva dal Signore circa la risurrezione della ragazza,
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Oggi in CristoBy Omar Stroppiana