da vicino/lontano 2021 – confronto con ZEHRA DOĞAN, BARBARA SPINELLI, FEDERICO VENTURINI, ZEROCALCARE - modera DANILO DE BIASIO
Se si cerca sulla mappa il Kurdistan, non lo si trova. Tuttavia il popolo curdo esiste: con la sua storia, la sua lingua, la sua tradizione. Un popolo oppresso da centinaia di anni, vittima della spartizione del Medio-Oriente imposta alla fine della seconda guerra mondiale. Ora chiede non più uno stato indipendente, ma una maggiore autonomia all'interno di un disegno politico di confederalismo democratico: un progetto fondato su ecologia, democrazia e parità di genere. Questo aspirazione a una legittima libertà si scontra però con il sogno neo- ottomano di Erdoğan, alla guida della Turchia da quasi due decenni. E così, il popolo curdo continua a subire la violazione sistematica dei propri diritti, mentre la situazione è aggravata da una guerra civile strisciante nel sud-est del Paese, dove si concentra la gran parte delle comunità curde. E questa è una storia troppo poco conosciuta, che merita la nostra attenzione.
ZEHRA DOĞAN Artista, attivista e giornalista curda condannata a due anni, nove mesi e ventidue giorni di reclusione. È il prezzo da pagare per un tweet sotto il regime “democratico” di Tayyip Erdoğan. Ha raccontato la vita nelle galere turche nel romanzo grafico Prigione N. 5 (BeccoGiallo 2021).
BARBARA SPINELLI Avvocata, esperta in materia di protezione internazionale e in materia di difesa delle donne sopravvissute alla violenza maschile, co-presidente dell'associazione ELDH (European Lawyera for Democracy and Human Rights), per anni ha operato come osservatrice internazionale in Turchia, paese dove le è proibito tornare a causa della sua stretta collaborazione con i colleghi turchi che si schierano professionalmente dalla parte dei diritti umani sistematicamente violati in Turchia ai danni di minoranze etniche, religiose, politiche.
FEDERICO VENTURINI Ricercatore presso l'Università di Udine, esperto in ecologia sociale e processi partecipativi, ha fatto parte delle delegazioni internazionali di pace di İmrali organizzate dalla Commissione civica dell'EU-Turchia. Ha curato il volume La vostra libertà e la mia. Abdullah Öcalan e la questione curda nella Turchia di Erdoğan (con J Miley, Edizioni Punto Rosso 2020); la copertina è di Zerocalcare.
ZEROCALCARE Pseudonimo di Michele Rech. È un fumettista italiano definito dall'Espresso “l'ultimo intellettuale”. Appena dopo le scuole superiori, racconta a fumetti le giornate del G8 di Genova 2001. Collabora con diverse riviste e settimanali. Il suo primo libro a fumetti è già un capolavoro: La profezia dell’armadillo (Edizioni Graficart 2011), ripubblicato poi da Bao Publishing come tutti i suoi libri successivi: Un polpo alla gola (2012), Ogni maledetto lunedì su due (2013), Dodici (2013), Dimentica il mio nome (2014), L'elenco telefonico degli accolli (2015), Kobane calling (2016), Macerie prime (2016), La scuola di pizze in faccia del professor Calcare (2019), Scheletri (2020), A babbo morto (2020), Kobane Calling Oggi (2020). Nel 2019 gli è stata dedicata la mostra Scavare Fossati-Nutrire coccodrilli al Maxxi di Roma.
DANILO DE BIASIO È direttore del Festival dei Diritti Umani di Milano. Giornalista e voce storica di Radio Popolare, di cui è stato anche direttore, ha vinto il Premiolino 1999 per la sua rievocazione storica della strage di Piazza Fontana. Dal 2007 è tutor di radiofonia alla scuola di giornalismo Walter Tobagi dell’Università Statale di Milano, dove insegna Teoria e tecniche della comunicazione radiotelevisiva.