Fiabe Classiche e Moderne

Fiabe Classiche e Moderne

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Fiabe Classiche e Moderne episodes

  • Sapo Pipa Kururù, detto il figlio del Sole. Una fiaba dall’Amazzonia
    Tra quelle fitte e rigogliose foreste, dove animali di innumerevoli specie e fiumi sinuosi che sembrano non avere fine, la grande e immensa Amazzonia racconta fiabe e leggende di straordinaria bellezza.
    Guerrieri che si trasformano in pesci o tigri, delfini rosa che incantano donne e bambini, sirene di acqua dolce e addirittura un dio implacabile che protegge la foresta pluviale.
    Ebbene, noi, in questa fiaba racconteremo di un animaletto; un piccolo essere comparso molto molto tempo fa, quando ancora il tempo non aveva tempo. Quando ancora l’uomo non c’era.
    Ed ecco che nella palude grande della foresta Amazzonica, viveva tra i tanti animali, Sapo Pipa Kururù. Era un rospo. Un rospo verde verde a chiazze scuro scuro, e squamoso, che assomigliava ad un aquilone: Continue reading
    13 min
  • Sapo Pipa Kururù, detto il figlio del Sole. Una fiaba dall’Amazzonia
    Scritta e messa in voce da Gaetano Marino
    Una fiaba adottata da CasaRosas Nuoro
    Tra quelle fitte e rigogliose foreste, dove animali di innumerevoli specie e fiumi sinuosi che sembrano non avere fine, la grande e immensa Amazzonia racconta fiabe e leggende di straordinaria bellezza. Guerrieri che si trasformano in pesci o tigri, delfini rosa che incantano donne e bambini, sirene di acqua dolce e addirittura un dio implacabile che protegge la foresta pluviale. Ebbene, noi, in questa fiaba racconteremo di un animaletto; un piccolo essere comparso molto molto tempo fa, quando ancora il tempo non aveva tempo. Quando ancora l’uomo non c’era. Ed ecco che nella palude grande della foresta Amazzonica, viveva tra i tanti animali, Sapo Pipa Kururù. Era un rospo. Un rospo verde verde a chiazze scuro scuro, e squamoso, che assomigliava ad un aquilone:
    13 min
  • Sapo Pipa Kururù, detto il figlio del Sole. Una fiaba dall’Amazzonia
    Tra quelle fitte e rigogliose foreste, dove animali di innumerevoli specie e fiumi sinuosi che sembrano non avere fine, la grande e immensa Amazzonia racconta fiabe e leggende di straordinaria bellezza.
    Guerrieri che si trasformano in pesci o tigri, delfini rosa che incantano donne e bambini, sirene di acqua dolce e addirittura un dio implacabile che protegge la foresta pluviale.
    Ebbene, noi, in questa fiaba racconteremo di un animaletto; un piccolo essere comparso molto molto tempo fa, quando ancora il tempo non aveva tempo. Quando ancora l’uomo non c’era.
    Ed ecco che nella palude grande della foresta Amazzonica, viveva tra i tanti animali, Sapo Pipa Kururù. Era un rospo. Un rospo verde verde a chiazze scuro scuro, e squamoso, che assomigliava ad un aquilone: Continue reading
    13 min
  • Sapo Pipa Kururù, detto il figlio del Sole. Una fiaba dall’Amazzonia
    Tra quelle fitte e rigogliose foreste, dove animali di innumerevoli specie e fiumi sinuosi che sembrano non avere fine, la grande e immensa Amazzonia racconta fiabe e leggende di straordinaria bellezza.
    Guerrieri che si trasformano in pesci o tigri, delfini rosa che incantano donne e bambini, sirene di acqua dolce e addirittura un dio implacabile che protegge la foresta pluviale.
    Ebbene, noi, in questa fiaba racconteremo di un animaletto; un piccolo essere comparso molto molto tempo fa, quando ancora il tempo non aveva tempo. Quando ancora l’uomo non c’era.
    Ed ecco che nella palude grande della foresta Amazzonica, viveva tra i tanti animali, Sapo Pipa Kururù. Era un rospo. Un rospo verde verde a chiazze scuro scuro, e squamoso, che assomigliava ad un aquilone: Continue reading
    13 min
  • Storia dello zio Tonto, l’Orco Tontolone. Dalla tradizione popolare degli orchi.
    Isotta doveva starsene vicino ai piedi della mamma, proprio in fondo alle coperte e guai, guai a dire un solo lamento.
    Intanto la notte si faceva ancora più nera e buia. Si sentivano fuori gli ululati dei cani e il richiamo dei gufi, le urla delle civette. Mamma e figliuola stavano lì, nel letto, immobili. Nemmeno fiatavano. Attesero lo zio Tonto, l'Orco Tontolone, sapevano che era capace di ogni cosa, ma erano sicure che non sarebbe riuscito ad entrare perché tutte le fessure erano state chiuse per bene. D’improvviso la mamma ebbe un sospetto: - Il lavandino! Il buco dell’acqua del lavandino, l’hai tappato tu, Isotta? Continue reading
    21 min
  • Storia dello zio Tonto, l’Orco Tontolone. Una fiaba scritta da Gaetano Marino. Dalla tradizione popolare degli orchi.
    Una fiaba donata dal papà Giulio ai piccoli Alessandro e Lorenzo
    Una fiaba donata dal papà Giulio ai piccoli Alessandro e Lorenzo
    Adattamento e messa in voce di Gaetano Marino
    Isotta doveva starsene vicino ai piedi della mamma, proprio in fondo alle coperte e guai, guai a dire un solo lamento.
    Intanto la notte si faceva ancora più nera e buia. Si sentivano fuori gli ululati dei cani e il richiamo dei gufi, le urla delle civette. Mamma e figliuola stavano lì, nel letto, immobili. Nemmeno fiatavano. Attesero lo zio Tonto, l’Orco Tontolone, sapevano che era capace di ogni cosa, ma erano sicure che non sarebbe riuscito ad entrare perché tutte le fessure erano state chiuse per bene. D’improvviso la mamma ebbe un sospetto: – Il lavandino! Il buco dell’acqua del lavandino, l’hai tappato tu, Isotta?
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    21 min
  • Storia dello zio Tonto, l’Orco Tontolone. Dalla tradizione popolare degli orchi.
    Isotta doveva starsene vicino ai piedi della mamma, proprio in fondo alle coperte e guai, guai a dire un solo lamento.
    Intanto la notte si faceva ancora più nera e buia. Si sentivano fuori gli ululati dei cani e il richiamo dei gufi, le urla delle civette. Mamma e figliuola stavano lì, nel letto, immobili. Nemmeno fiatavano. Attesero lo zio Tonto, l'Orco Tontolone, sapevano che era capace di ogni cosa, ma erano sicure che non sarebbe riuscito ad entrare perché tutte le fessure erano state chiuse per bene. D’improvviso la mamma ebbe un sospetto: - Il lavandino! Il buco dell’acqua del lavandino, l’hai tappato tu, Isotta? Continue reading
    21 min
  • I tre capelli d’oro del diavolo. Una fiaba dei fratelli Grimm
    C'era una volta una povera donna che diede alla luce un maschietto: e poiché‚ il neonato aveva indosso la camicia della fortuna, gli predissero che a quattordici anni avrebbe sposato la figlia del re. Dopo pochi giorni il re in persona giunse nel villaggio e, senza farsi riconoscere, domandò che cosa vi fosse di nuovo. "Oh," gli risposero, "è nato un bambino con la camicia della fortuna: a quattordici anni sposerà la figlia del re." Al re la notizia non piacque, così andò dai poveri genitori e domandò se volessero vendergli il loro bambino. Dapprima questi rifiutarono, ma poi, siccome lo sconosciuto insisteva tanto offrendo oro in quantità e loro non avevano neanche il pane quotidiano, finirono con l'accettare e pensarono: E' un figlio della fortuna, non gli mancherà nulla. [...] Continue reading
    19 min
  • I tre capelli d’oro del diavolo. Una fiaba dei fratelli Grimm
    Adattamento e messa in voce di Gaetano Marino
    C’era una volta una povera donna che diede alla luce un maschietto: e poiché‚ il neonato aveva indosso la camicia della fortuna, gli predissero che a quattordici anni avrebbe sposato la figlia del re. Dopo pochi giorni il re in persona giunse nel villaggio e, senza farsi riconoscere, domandò che cosa vi fosse di nuovo. “Oh,” gli risposero, “è nato un bambino con la camicia della fortuna: a quattordici anni sposerà la figlia del re.” Al re la notizia non piacque, così andò dai poveri genitori e domandò se volessero vendergli il loro bambino. Dapprima questi rifiutarono, ma poi, siccome lo sconosciuto insisteva tanto offrendo oro in quantità e loro non avevano neanche il pane quotidiano, finirono con l’accettare e pensarono: E’ un figlio della fortuna, non gli mancherà nulla. […]
    19 min
  • Il vecchio usuraio fra le spine. Una fiaba dei fratelli Grimm
    Un ricco contadino aveva un garzone, di nome Crisponzio, a lavoro da ben tre anni. Il garzone era sempre stato un buon lavoratore e fedele, nonostante il contadino non gli avesse ancora dato un solo mese di salario. Quel povero ragazzo finalmente si stancò di faticare per per nulla e un bel giorno decise di recarsi dal padrone contadino e gli disse:
    — Padrone, io vi ho servito bene per tutti questi anni e spero che prima o poi che mi darete quanto merito.
    Il contadino che era uno furbo senza bontà, sapendo quanto fosse semplicione quel giovanotto, gli dette tre soldi.
    — Tieni: – gli disse col tono e col gesto di chi avesse messo fuori un sacco di monete d’oro – uno per anno.
    Il garzone Crisponzio credette d’avere in mano una bella somma e disse fra sè: — Ora, almeno, non avrò bisogno di lavorar tanto e potrò godermi un poco la vita anch’io. – Mise i tre soldi in un sacchetto e se ne andò a girare per monti e per valli, tutto contento.
    Quand’ecco che [...] Continue reading
    17 min

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