Fiabe Classiche e Moderne

Fiabe Classiche e Moderne

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Fiabe Classiche e Moderne episodes

  • Il barbiere, la radichetta e la coda di cavallo. Una fiaba di Luigi Capuana
    Adattamento e messa in voce di Gaetano Marino
    con il sostegno di: Gruppo ACENTRO
    C’era una volta un barbiere che faceva la barba alla povera gente. Scorticava le facce con un vecchio rasoio e vi trinciava braciole di carne di quando in quando. E se gli avventori si lamentavano, egli, che era di umore allegro, rispondeva: — Per un soldino, vi faccio la barba e una braciola; e brontolate? Una braciola costa di più. Gli avventori ridevano e andavano via contenti, col viso impiastricciato di ragnateli, per stagnare il sangue. Quando non aveva da fare, prendeva la chitarra e sedeva davanti la bottega, strimpellando e cantando: “Chi la vuol cruda, chi la vuol cotta E c’è chi vuole la Reginotta. Chi la vuol cotta, chi la vuol cruda; Ma io vorrei…” E si fermava. Gli domandavano: — Che vorresti? — Niente, niente, lo so io!
    24 min
  • Il Reuccio Gamberino. Una fiaba di Guido Gozzano. Messa in voce di Cristiana Cocco
    Messa in voce di Cristiana Cocco
    […] E come l’ebbe a tiro la colpì con un nocciolo sul naso. La vecchietta si grattò il naso dolente, si chinò tremante, raccolse, strinse il nocciolo tra il pollice e l’indice e lo rinviò all’erede al trono. Le grida sdegnate della Corte scagliarono cento guardie sulle tracce della strega Nasuta, ma quella aveva svoltato l’angolo della via, ed era scomparsa. Al tocco aspro del nocciolo il Reuccio Sansonetto vacillò, come preso da vertigini; poi cominciò a ridere, premendosi gli orecchi con le mani. I cortigiani lo guardavano sbigottiti ed inquieti: — Che cosa vi sentite? — Sento… sento… E il Reuccio rideva, rideva senza poter rispondere. — Che cosa vi sentite? — Sento… sento il tempo che va indietro! Il tempo che va indietro! Che cosa buffa! Ah, se provaste! Che cosa buffa!… La Corte lo credeva ammattito. […]
    Illustrazione di Cristiana Cocco
    16 min
  • Trottolina. Una fiaba di Luigi Capuana
    [...] — Trottolina piccinina piccina, per il Reuccio gira gira gira.
    Trattandosi del Reuccio, l’artigiano andò egli stesso dal fabbro ferraio per far mettere alla trottolina un picciuolo di ferro ben limato, appuntito e lisciato, e il giorno appresso la portò al palazzo reale: si attendeva un grosso regalo. La trottolina gli era riuscita una bellezza. Prima di andare a consegnarla, l'aveva provata. Girando, faceva un brisìo lieve lieve; non che parlare, pareva cantasse. Dicendo al Reuccio: La trottolina parlerà, il povero tornitore intendeva dire appunto di quel brusìo.
    Il Reuccio però non l'aveva capita così.
    E visto che la trottola non parlava, si mise a strillare, a pestare i piedi:
    — Voglio la trottolina che parla! Voglio la trottolina che parla! [...] Continue reading
    19 min
  • Trottolina. Una fiaba di Luigi Capuana
    Adattamento e messa in voce di Gaetano Marino
    con il sostegno di: Gruppo ACENTRO
    […] — Trottolina piccinina piccina, per il Reuccio gira gira gira. Trattandosi del Reuccio, l’artigiano andò egli stesso dal fabbro ferraio per far mettere alla trottolina un picciuolo di ferro ben limato, appuntito e lisciato, e il giorno appresso la portò al palazzo reale: si attendeva un grosso regalo. La trottolina gli era riuscita una bellezza. Prima di andare a consegnarla, l’aveva provata. Girando, faceva un brisìo lieve lieve; non che parlare, pareva cantasse. Dicendo al Reuccio: La trottolina parlerà, il povero tornitore intendeva dire appunto di quel brusìo. Il Reuccio però non l’aveva capita così. E visto che la trottola non parlava, si mise a strillare, a pestare i piedi: — Voglio la trottolina che parla! Voglio la trottolina che parla! […]
    19 min
  • L’ago magico, il sarto e sua figlia. Una fiaba di Luigi Capuana
    C'era una volta un sarto, che campava la vita mettendo toppe e rivoltando vestiti usati.
    Nella sua botteguccia ci si vedeva appena; per ciò lavorava sempre davanti la porta, con gli occhiali sul naso; e, tirando l'ago, canterellava:
    ”Il mal tempo deve passare,
    Il bel tempo deve venire.
    Zun! Zun! Zun!
    Aveva una figliuola bella quanto il sole, ma senza braccia, ed era la sua disperazione. Le vicine lo aiutavano: oggi una, domani un'altra, si prestavano a vestire la ragazza, a pettinarla, a lavarle la faccia; egli doveva imboccarla. Ad ogni boccone, brontolava:
    — Chi non ha braccia, non dovrebbe avere bocca!
    La ragazza, invece di arrabbiarsi per questo continuo brontolìo, si metteva a ridere e rispondeva:
    — Dovevate farmi le braccia e non la bocca. La colpa è vostra.
    — Hai ragione.
    E il vecchio riprendeva a lavorare, canticchiando:
    “Il mal tempo dee passare,
    Il bel tempo dee venire.
    Zun! Zun! Zun!” Continue reading
    22 min
  • L’ago magico, il sarto e sua figlia. Una fiaba di Luigi Capuana
    con il sostegno di: Gruppo ACENTRO
    Adattamento e messa in voce di Gaetano Marino
    C’era una volta un sarto, che campava la vita mettendo toppe e rivoltando vestiti usati.
    Nella sua botteguccia ci si vedeva appena; per ciò lavorava sempre davanti la porta, con gli occhiali sul naso; e, tirando l’ago, canterellava:
    ”Il mal tempo deve passare,
    Il bel tempo deve venire.
    Zun! Zun! Zun!
    Aveva una figliuola bella quanto il sole, ma senza braccia, ed era la sua disperazione. Le vicine lo aiutavano: oggi una, domani un’altra, si prestavano a vestire la ragazza, a pettinarla, a lavarle la faccia; egli doveva imboccarla. Ad ogni boccone, brontolava:
    — Chi non ha braccia, non dovrebbe avere bocca!
    La ragazza, invece di arrabbiarsi per questo continuo brontolìo, si metteva a ridere e rispondeva:
    — Dovevate farmi le braccia e non la bocca. La colpa è vostra.
    — Hai ragione.
    E il vecchio riprendeva a lavorare, canticchiando:
    “Il mal tempo dee passare,
    Il bel tempo dee venire.
    Zun! Zun! Zun!”
    con il sostegno di: Gruppo ACENTRO
    *** ADOTTA ANCHE TU UNA STORIA ORFANELLA
    22 min
  • Il tavolino prodigioso, l’asino d’oro e il bastone picchiatore. Una fiaba dei fratelli Grimm. Messa in voce di Carla Orrù
    Traduzione e messa in voce di Carla Orrù
    Un tempo c’era un sarto, che aveva tre figli e un’unica capra. E poiché la capra li nutriva tutti con il suo latte, doveva avere buon foraggio ed essere condotta al pascolo ogni giorno. I figli lo facevano a turno. Un giorno il maggiore la portò al cimitero, dove c’era l’erba più buona, e la lasciò pascolare e saltellare. La sera, quando fu ora di tornare a casa, le chiese: “Capra, sei sazia?”. La capra rispose: “Sono così sazia, che non potrei mangiare una foglia di più, meh! meh!” “Allora andiamo a casa”, disse il giovane; la afferrò con la corda, la condusse nella stalla e la legò. “Ebbene”, disse il vecchio sarto, “la capra ha mangiato abbastanza?” – “Oh”, rispose il figlio, “ha mangiato talmente tanto da non voler più neanche una foglia”. Il padre volle sincerarsene di persona, andò nella stalla, accarezzò l’amata capretta e chiese: “Capra, sei dunque sazia?” La capra rispose:  “Di che cosa dovrei essere sazia? Ho solamente saltato sulle tombe e non ho trovato neanche una fogliolina, meh! meh!” […]
    24 min
  • La figlia dell’Orco. Una fiaba di Luigi Capuana
    C'era una volta un Re che aveva due figli, uno buono e l'altro cattivo. Quello buono era il Reuccio, che alla morte del padre doveva essere Re.
    La cosa non garbava al fratello cattivo, che pensò di disfarsi del fratello buono per diventare lui Re. Un giorno gli disse:
    — Fratello caro, andiamo a caccia?
    E andarono. Arrivati in mezzo a un bosco fitto fitto, lontani dalle persone del séguito, il fratello cattivo cavò fuori la spada e assalì il fratello buono. Il fratello cattivo credendo di aver ucciso il fratello buono, coprì il suo corpo insanguinato con erbacce e rami, e tornò indietro.
    A palazzo, il Re domandò:
    — E tuo fratello dov’è?
    — Maestà, che disgrazia! Fu sbranato dalle bestie selvagge!
    Il povero padre ne fece un gran pianto. Dal dolore si ammalò, e dopo pochi giorni morì. [...] Continue reading
    31 min
  • La figlia dell’Orco. Una fiaba di Luigi Capuana
    con il sostegno di: Gruppo ACENTRO
    Adattamento e messa in voce di Gaetano Marino
    C’era una volta un Re che aveva due figli, uno buono e l’altro cattivo. Quello buono era il Reuccio, che alla morte del padre doveva essere Re. La cosa non garbava al fratello cattivo, che pensò di disfarsi del fratello buono per diventare lui Re. Un giorno gli disse: — Fratello caro, andiamo a caccia? E andarono. Arrivati in mezzo a un bosco fitto fitto, lontani dalle persone del séguito, il fratello cattivo cavò fuori la spada e assalì il fratello buono. Il fratello cattivo credendo di aver ucciso il fratello buono, coprì il suo corpo insanguinato con erbacce e rami, e tornò indietro. A palazzo, il Re domandò: — E tuo fratello dov’è? — Maestà, che disgrazia! Fu sbranato dalle bestie selvagge! Il povero padre ne fece un gran pianto. Dal dolore si ammalò, e dopo pochi giorni morì. […]
    con il sostegno di: Gruppo ACENTRO
    31 min
  • Il Re Porcaro. Una fiaba di Guido Gozzano. Messa in voce di Cristiana Cocco
    Un Re aveva tre figliuole belle come il sole, e le amava più degli occhi suoi.
    Avvenne poi che il Re, rimasto vedovo, riprese moglie, e come sempre accade, cominciò per le tre fanciulle una terribile esistenza. La matrigna era gelosa dell'affetto immenso che il Re portava alle figlie e per questo le odiava in segreto. In mille modi aveva cercato di farle cadere in disgrazia, ma, visto che le calunnie non servivano, anzi, servivano a farle amare di più, deliberò di consigliarsi con una fattucchiera, una maga strega insomma.
    — Si può farle morire — rispose costei.
    — Impossibile: il Re ammazzerebbe anche me.
    — Si può sfregiarle per sempre.
    — Impossibile: il Re m'ammazzerebbe comunque
    — Si può fargli una fatatura stregata in qualche modo, se lo desiderate.
    — Vorrei una fatatura che le facesse odiare il padre, e per sempre.
    La strega meditò a lungo, poi disse:
    — L'avrete, oh mia regina. Ma mi occorre che mi portiate un capello di ciascuna strappato con le vostre mani e tre setole di scrofa porcella, strappate con le vostre mani. [...] Continue reading
    18 min

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