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adattamento e messa in voce di Gaetano Marino
Adattamento di Gaetano Marino e messa in voce di Edoardo Nonnis
C’era una volta un pesciolino di mare di buona famiglia che aveva milleottocento fratelli, tutti uguali a lui; non conoscevano né il padre né la madre e dovettero immediatamente provvedere a se stessi e nuotando qua e là. Avevano abbastanza acqua da bere, tutto l’oceano, e al cibo non pensavano perché lo trovavano ovunque. Il sole brillava sull’acqua, era trasparente, il mare era un mondo pieno di forme stranissime, parecchie spaventosamente enormi, con fauci grandissime, che avrebbero potuto ingoiare tutti i milleottocento pesciolini, ma loro non ci pensavano, perché nessuno era ancora stato ingoiato. Quei piccoli pesci nuotavano tutti insieme, vicini tra loro, come fanno le aringhe e gli sgombri, ma proprio mentre nuotavano beatamente cadde dall’alto, con grande rumore, proprio in mezzo a loro, una cosa lunga e pesante, che non finiva mai; si allungò sempre di più e ogni pesciolino che ne veniva toccato rimaneva schiacciato da non riprendersi più. […]
Dalla raccolta Come un arcobaleno di sogni nella notte – Edizioni Aracne. Adattamento e messa in voce di Gaetano Marino
Nel castello di MelaGodo, nel lontano Regno di Echissene, un tempo viveva un giovane principe: ricco, crudele e molto annoiato. Passava le sue giornate a mangiare ogni prelibatezza e a divertirsi con gli spettacoli di giullari ed acrobati. Ogni mese, nel giorno 27, puntuale come un agente delle tasse, si divertiva a fare uno scherzo ad un abitante del villaggio, scelto a caso dalle sue guardie di palazzo. Lo scherzo che lo divertiva di più era proporre indovinelli, impossibili, e per risolverli costringeva i malcapitati a star svegli per notti intere. Un giorno le guardie del principe portarono a palazzo una donna, vecchia e brutta, che pareva una strega. […]
Lucio Cadeddu.
Docente di Analisi Matematica presso di Dip. di Matematica dell’Università degli Studi di Cagliari;
ricercatore nel campo delle applicazioni della matematica alle altre scienze (biologia, fisica, chimica) e autore di diverse pubblicazioni scientifiche internazonali;
divulgatore scientifico e docente presso il Master in Comunicazione della Scienza dell’Univ. di Cagliari;
giornalista freelance iscritto all’Ord. dei Giornalisti della Regione Sardegna, numerose collaborazioni in diversi campi (articoli per Quattroruote, Applicando, HiFi World, Overheard Cams etc.);
direttore responsabile ed editore della rivista di divulgazione scientifica TNT-Audio http://www.tnt-audio.com
Autore del saggio sulla paternità “Come un arcobaleno di sogni nella notte” edito da Aracne.
Adattamento e messa in voce di Gaetano Marino
C’erano una volta due sorelle: una non aveva figli ed era ricca, mentre l’altra aveva cinque figli, era vedova e cosi povera che non aveva neanche il pane per sfamare se stessa e i suoi bambini. Allora, in quegli stenti della fame, la sorella povera andò dalla sorella ricca e le disse:
-Io e i miei bambini stiamo morendo di fame. Tu, sorella mia, che sei ricca, potresti darmi un tozzo di pane?
Ma la sorella riccona era malvagia e aveva il cuore di pietra, perciò disse alla sorella povera:
-Anch’io non ho niente in casa, cara sorella mia.
Adattamento e messa in voce di Gaetano Marino
Centinaia e centinaia d’anni prima della venuta al mondo di Gesù Cristo, viveva in un villaggio povero una madre che aveva dodici figli. Ella era così povera e misera che non sapeva proprio come sfamarli e mantenerli in vita. Pregava il Signore Iddio ogni giorno di concederle che tutti i suoi figli vivessero sulla terra insieme al promesso Redentore. Ma, dato che la loro miseria si faceva sempre più grande, la povera madre mandò i dodici fili, uno dopo l’altro, in giro per il mondo a guadagnarsi il pane.
Il maggiore si chiamava Pietro. Egli se ne andò, e quando ebbe già camminato per un intero giorno, capitò in un grande e buio bosco. […]
Messa in voce di Edoardo Nonnis. Adattamento di Gaetano Marino.
C’era giù nella strada una vecchissima casa, che aveva quasi trecento anni. Tutte le altre case della strada erano nuove e belle pulite: si capiva subito che non volevano aver niente a che fare con quella vecchia casa; infatti pensavano: “Per quanto tempo ancora quel rottame dovrà rimanere in questa strada a dare scandalo? Che vergogna!.” Anche sull’altro lato della strada c’erano case nuove e pulite e queste pensavano proprio come le altre, ma alla finestra di una casa si trovava un fanciullo con due belle guance rosee e gli occhi chiari e pieni di gioia: per lui la vecchia casa era la più bella di tutte, alla luce del sole come al chiaro di luna.
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