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Fisicast episodes

  • Il sogno di Ulisse Aldrovandi in mostra a Roma
    Da venerdì 22 marzo a domenica 21 luglio 2024, la Sala della Balena del Museo civico di zoologia di Roma ospiterà la mostra “Oltre lo spazio, oltre il tempo. Il sogno di Ulisse Aldrovandi”, un intreccio di arte e scienza, curiosità e scoperta, realtà e fantasia. Tra gli oggetti esposti, anche strumenti, immagini e video astronomici provenienti dalle sedi di Bologna e Roma dell’Istituto nazionale di astrofisica
    1 min
  • L’acqua degli asteroidi aridi
    Che gli asteroidi carbonacei contengano acqua molto simile a quella che forma gli oceani terrestri era ben noto. Per la prima volta è stata rilevata la presenza di acqua anche sugli asteroidi fatti di silicati, quelli più propriamente rocciosi, formatisi più vicino al Sole. Si tratta di una rilevazione che può essere fatta osservando la radiazione infrarossa emessa dall'asteroide una volta tolto il contributo della radiazione solare riflessa
    3 min
  • Antico lago marziano, la conferma da Perseverance
    Misure radar dei sedimenti del cratere Jezero e del delta del suo fiume, effettuate dal rover Perseverance della Nasa, hanno confermato l’esistenza in passato di un ambiente lacustre, e hanno permesso di ricostruire la storia geologica della regione, caratterizzata da un’alternanza di depositi ed erosioni che hanno seguito i cambiamenti climatici del pianeta
    1 min
  • Arriva Noos, il successore di Superquark
    Ha inizio questa settimana la nuova serie in sei puntate di Rai Cultura dedicata alla divulgazione scientifica e ai diversi campi della conoscenza. Fra gli ospiti fissi del programma, ideato e condotto da Alberto Angela, ci sarà anche l’astronauta Samantha Cristoforetti. E uno spazio speciale sarà dedicato all’astrofisica grazie ai contributi di Edwige Pezzulli, ricercatrice Inaf, che illustrerà in ogni puntata le più belle immagini riprese dal telescopio James Webb
    3 min
  • “Ho dovuto imparare come non arrossire”
    Jocelyn Bell Burnell, l’astronoma che nel 1967 – all’epoca studentessa 24enne – scoprì la prima pulsar, era la settimana scorsa in Italia alla “Conferenza internazionale supernova”, nei Laboratori nazionali del Gran Sasso dell’Infn. Chiara Badia l’ha intervistata per Media Inaf
    15 min
  • La camera Janus apre gli occhi
    Conclusa a pieni voti la cosiddetta fase di commissioning - cioè di collaudo - dello strumento ottico realizzato da Leonardo sotto la responsabilità dell’Asi e con il contributo e la guida scientifica dell’Inaf. Lo strumento, che vola a bordo della sonda Juice verso il pianeta Giove, è stato progettato per studiare la morfologia ed i processi globali regionali e locali sulle lune e per eseguire la mappatura delle nubi del gigante gassoso
    1 min
  • Rendere nitido il cosmo con un filtro intelligente
    Rimuovere le distorsioni introdotte dalla turbolenza atmosferica con un sistema derivato da un algoritmo di computer-vision impiegato in ambito fotografico: è ciò che riesce a fare un tool, descritto su Mnras, destinato agli studi di weak lensing messo a punto da Tianao Li (Tsinghua University) ed Emma Alexander (Northwestern University)
    1 min
  • Buchi neri e stelle di neutroni: gemelli diversi
    I buchi neri e le stelle di neutroni nei sistemi binari condividono la stessa instabilità di accrescimento. Detto in altri termini: accrescono ed emettono materia allo stesso modo. È quanto emerge da uno studio pubblicato oggi sulle pagine di Nature. Con il commento di Tomaso Belloni e Thomas Russell, ricercatori dell'Inaf coinvolti nello studio
    1 min
  • Intervista a Stephen Hawking
    Settantottesima puntata
    Il fisico britannico Stephen Hawking, noto al grande pubblico per il best seller “Dal Big Bang ai buchi neri” e per il film “La teoria del tutto”, ha contribuito più di ogni altro agli studi teorici sui buchi neri e sulla nascita dell’Universo, scoprendo il fenomeno dell’evaporazione dei buchi neri e il paradosso dell’informazione, oltre a sostenere matematicamente la teoria del Multiverso, aspetti che vi spieghiamo in questa nuova intervista impossibile.
     
     
     

    * Autori: Franco Bagnoli
    * Altre voci: Chiara Piselli
    * Regia: Edoardo Massaro
    * Musica: Black hole / Black hole II / Black hole III / Black hole IV / Black hole V / Black hole VI di NONMEMORY
    19 min
  • Diretta verso otto asteroidi, Lucy è in volo
    Esposizione da 2 minuti e 30 secondi del lancio di Lucy. Crediti: Nasa/Bill Ingalls
    Il razzo Atlas V della United Launch Alliance si è staccato dallo Space Launch Complex 41 di Cape Canaveral, in Florida, alle 11:34 ora italiana di ieri, sabato 16 ottobre, esattamente come da programma. In cima, alloggiata all’interno dell’ogiva, la sonda Lucy, la prima della Nasa diretta verso gli asteroidi troiani di Giove. La separazione dal secondo stadio è avvenuta correttamente circa un’ora più tardi, seguita dopo trenta minuti dal dispiegamento dei due enormi pannelli solari, larghi ciascuno quasi 7,3 metri, consentendo così alle batterie di bordo di iniziare a caricarsi e ad alimentare tutti i sottosistemi.
    Il primo segnale verso la Terra è stato acquisito da una delle antenne del Deep Space Network della Nasa alle 12:40 ora italiana, confermando il pieno successo di questa prima fase della lunga missione: un viaggio lungo 12 anni che porterà la sonda Nasa a visitare otto fra gli asteroidi più interessanti del Sistema solare. A seguire da vicino il lancio, lì a Cape Canaveral, c’era anche uno scienziato italiano, oggi ricercatore al Southwest Research Institute di Boulder, in Colorado: l’astrofisico Simone Marchi, deputy project scientist della missione (della quale ha anche ideato il logo), così chiamata dal nome di una fra le più antiche antenate della nostra specie.
    Degli otto asteroidi che Lucy dovrà visitare, sette sono veri e propri fossili cosmici che nelle loro rocce custodiscono i segreti dell’origine del nostro sistema planetario. Si ritiene infatti che gli asteroidi troiani di Giove siano ciò che resta dei materiali che hanno costituito i pianeti giganti del Sistema solare.

    https://www.media.inaf.it/wp-content/uploads/2021/10/array.mp4
    «Lucy incarna la continua ricerca che porta la Nasa a spingersi nel cosmo per amore dell’esplorazione e della scienza, per comprendere meglio l’universo e il posto che in esso occupiamo», ha detto l’amministratore capo dell’agenzia spaziale americana, Bill Nelson. «Non vedo l'ora di conoscere i misteri che questa missione potrà svelare».
    Concepita nel 2014, approvata nel 2017 e finanziata con 981 milioni di dollari, Lucy «impiegherà diversi anni prima di arrivare al primo asteroide troiano», ha detto il responsabile scientifico della missione, Hal Levison. «Ma questi oggetti, per il loro immenso valore scientifico, valgono l’attesa e lo sforzo richiesto. Sono come diamanti nel cielo», ha aggiunto parafrasando l’omonima canzone dei Beatles.
    Prima di raggiungere i suoi numerosi obiettivi, Lucy tornerà a salutare la Terra più volte per sfruttare l’effetto fionda gravitazionale. La prima è prevista nell’ottobre 2022, in un passaggio ravvicinato nel quale prenderà la spinta necessaria per raggiungere Marte. Quindi tornerà nel 2024 per prendere un’ulteriore spinta che la porterà verso l’asteroide Donaldjohanson, che si trova nella fascia fra Marte e Giove. Lucy viaggerà quindi verso il suo primo asteroide di Giove, che dovrebbe incontrare nel 2027 e, dopo averlo sorvolato per quattro volte, tornerà ancora verso la Terra nel 2031 per un’ulteriore spinta che finalmente, nel 2033, la porterà verso lo sciame degli asteroidi troiani.
    1 min

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