0
Pinterest0
0
Nell’ultimo giorno, il giorno più solenne della festa, Gesù stando in piedi esclamò: «Se qualcuno ha sete, venga a me e beva. Chi crede in me, come ha detto la Scrittura, fiumi d’acqua viva sgorgheranno dal suo seno». Disse questo dello Spirito, che dovevano ricevere quelli che avrebbero creduto in lui; lo Spirito, infatti, non era ancora stato dato, perché Gesù non era ancora glorificato.
—
(Giovanni 7:37-39 – La Bibbia)
L’ultimo giorno della festa dei tabernacoli era un giorno solenne, il più importante della festa ed era prevista una convocazione di tutto il popolo con sacrifici e attività annesse presso il tempio.
La festa dei tabernacoli era una rievocazione storica del tempo in cui Israele era stato nel deserto abitando in tende, ma era anche la festa autunnale con la quale si concludeva il ciclo agricolo dell’anno, subito dopo la raccolta dell’uva. Era quindi una festa di gioia e ringraziamento a Dio.
L’acqua era fondamentale per il ciclo agricolo quindi durante la festa si ringraziava Dio anche per la pioggia che aveva prodotto il raccolto e si pregava per la pioggia nei mesi successivi. L’acqua aveva quindi un ruolo importante nelle tradizioni ebraiche riguardanti la festa. Ad esempio era usanza che un sacerdote portasse una brocca d’oro con acqua prelevata dalla vasca di Siloe guidando una processione fino al tempio dove il sommo sacerdote la versava ai piedi dell’altare. Questa cerimonia legata all’acqua faceva pensare anche al futuro spargimento dello Spirito Santo che gli Ebrei si aspettavano alla venuta del Messia con l’instaurazione del nuovo patto. Era caratteristico che i rabbini leggessero e commentassero vari brani con riferimento all’acqua, come Isaia 12:3 “Voi attingerete con gioia l’acqua dalle fonti della salvezza” oppure Ezechiele 36:25 “v’aspergerò d’acqua pura, e sarete puri”.
Proprio al culmine della festa è probabile che Gesù stesse assistendo a tali rituali legati all’acqua, quando attirò l’attenzione su una verità fondamentale: egli era la vera sorgente d’acqua viva a cui gli Israeliti dovevano abbeverarsi!
Le fonti della salvezza a cui Isaia si riferiva, l’acqua pura di cui essi sarebbero stati aspersi secondo Ezechiele, trovavano il loro adempimento proprio in Gesù e nello Spirito Santo che Egli avrebbe sparso dopo la sua morte e la sua risurrezione. Egli promise che, dopo la sua ascensione al Padre, egli avrebbe donato lo Spirito Santo ai suoi discepoli e a tutti coloro che in seguito avrebbero confidato in lui per la loro salvezza. Alla prima Pentecoste dopo la sua risurrezione la promessa si realizzò.
Mentre essi stavano pregando per la futura benedizione legata al Messia, Gesù stava dicendo loro che tale benedizione era già lì a disposizione perché il Messia era già in mezzo a loro e il Nuovo Patto...