I dati del Pil del secondo trimestre 2025, il rallentamento ma una battuta d’arresto non sconfortante, un contesto europeo che anche rallenta e dove cresce solo la Spagna, la dinamica lenta delle tre principali economie europee. I dazi e una valutazione non critica sul negoziato condotto dalla Von Der Leyen, la ragionevolezza dell’aver evitato una guerra commerciale, l’attesa per la definizione dei dettagli e delle possibili esenzioni. Non cedere agli allarmismi e capire come si comporterà l’economia reale. Infine una nota positiva sul nostro Deficit, il rapporto debito Pil, il nostro Paese che ha un buon avanzo primario, peggio la Francia e la Germania che avrà disavanzi primari. Quindi una buona performance dell’Italia che però non deve abbassare la guardia adesso per scendere sotto il 135% a fine decennio.