Provate a giocare negli anni ’90: niente VAR e difensori pronti a entrare a gamba tesa senza troppi complimenti. Interventi durissimi, spesso fatti apposta per fermarti… a qualsiasi costo.Ne sa qualcosa Henrik Larsson.
Nel 1998, durante una partita di Coppa UEFA con il Celtic FC contro l’Olympique Lyonnais, si rompe letteralmente una gamba in più punti. Un infortunio terribile, di quelli che avrebbero potuto chiudere per sempre la carriera di qualsiasi calciatore. Ma Larsson è un guerriero.
Ripensa a quando da bambino veniva preso in giro dagli altri ragazzi svedesi per il colore della sua pelle e capisce che anche quell’infortunio fa semplicemente parte del suo percorso.Quando torna in campo è devastante.
Segna gol a raffica, come se piovesse. Lo ha sempre fatto, ma ora si supera: talmente tanti da conquistare perfino la Scarpa d’Oro europea. Non con il Bayern o il Liverpool, ma nella Scottish League, un campionato con un coefficiente decisamente più basso.
Nel 2003 guiderà il Celtic fino a una storica finale di Coppa UEFA, persa in modo rocambolesco contro il FC Porto. È l’apice della sua avventura in Scozia, dove vince praticamente tutto.Poi arriva il FC Barcelona, dove dimostra a tutti di poter brillare anche sui palcoscenici più grandi e contribuirà alla vittoria della Champions League del 2006.
Henrik Larsson: un bomber d’altri tempi, la grande stella svedese prima dell’era di Zlatan Ibrahimović.
Ora entra ufficialmente nella nostra rubrica “Top 11 Underdog dell’Europa League” come ultimo protagonista della squadra.
⚽ Una storia di talento, cadute e rinascite.
Voce ed idee: Tommaso Favaro e Andrea Tomasoni
Grafiche: Flavio Costantini
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