Cresce con una lima in mano e gli occhi puntati sugli insetti. A ventisei anni cammina da Torino a Parigi per studiare con i più grandi naturalisti d'Europa. Tornato in patria è diventato un trasformista convinto, in uno Stato sabaudo (e anche in una penisola italiana) ancora fissista, e costruisce mattone dopo mattone il Museo di Zoologia della capitale dei Savoia. Pioniere della conservazione della natura, scopritore instancabile, professore rivoluzionario. L'unica specie a cui dà il suo nome è un'aquila — che come lui vola alto e si vede poco. Questa è la storia di Franco Andrea Bonelli.