Si fa spesso confusione tra censura e regolamentazione. Quando un governo democratico chiede alle piattaforme di rispettare le leggi, c'è chi grida subito alla censura. Ma cosa succede quando uno Stato vuole davvero censurare una piattaforma?Il caso di Telegram in Russia, esploso proprio in queste ore, ci offre un esempio concreto per fare chiarezza.Roskomnadzor, l'ente russo delle comunicazioni, limita Telegram in tutto il Paese. Il vero obiettivo non è contrastare frodi o terrorismo, come sostiene l'ente governativo. L'obiettivo spingere gli utenti russi verso Max, un'app sviluppata da VK e controllata da figure vicinissime a Putin, progettata per consentire ai servizi di sicurezza l'accesso completo ai dati degli utenti.Questo è censurare: sostituire piattaforme libere con strumenti di sorveglianza statale. Ben diverso dal chiedere trasparenza sugli algoritmi o la rimozione di contenuti illegali, come fa l'UE con il Digital Services Act.In questo episodio uso il caso Telegram per raccontare dove le piattaforme sono davvero vietate nel mondo, chi controlla oggi VK e perché è fondamentale distinguere tra chi blocca per controllare i cittadini e chi chiede il rispetto di regole democratiche.