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Ganadora del Premio del Público en la sección Panorama de la Berlinale, donde tuvo su estreno mundial, “Sorda” es la ópera prima de la directora española Eva Libertad. Protagonizada por Miriam Garlo, actriz sorda y hermana de la directora en la vida real, la película cuenta la historia de Ángela, una mujer sorda que va a tener una hija con Héctor, su pareja oyente. La llegada de la niña sacude los cimientos de la relación y obliga a Ángela a enfrentarse a la crianza en un mundo que no está hecho para ella. Nacida de un cortometraje homónimo y sostenida por los testimonios reales de madres sordas, la película se ha vendido a más de 40 países y llega a los cines italianos el 28 de mayo distribuida por Lucky Red con el titulo Il silenzio degli altri. En Italia, Sorda ha sido presentada también en el Bif&st de Bari, donde ha recibido dos premios, y en el festival Nueva Ola de Roma.
Todo empezó con una conversación entre hermanas. Cuando Miriam Garlo comenzó a plantearse la maternidad, compartió con Eva Libertad sus miedos, sus inseguridades, las preguntas que se hacía al pensarse como madre sorda en un mundo de oyentes. De ahí nació el cortometraje, que abarcaba solo el momento en que la pareja pensaba en tener una criatura, sin que esta llegara. Pero al terminar el corto, la directora se quedó con la necesidad de ir más allá. “Me di cuenta de que quedaba mucho más por contar. Estaba con la duda de: ¿qué pasa si la criatura es oyente? ¿Qué pasa si es sorda? ¿Qué le pasa a esta madre?”. Para adentrarse en un terreno que no era el suyo, Eva Libertad no es sorda ni ha sido madre, y Miriam Garlo finalmente decidió no serlo, la directora entrevistó a madres sordas que le compartieron sus vivencias durante el embarazo, el parto y la crianza.
De todas las entrevistas, un dato se repetía sin excepción: el parto había sido traumático para cada una de aquellas mujeres. Eva Libertad supo muy pronto que esa escena tenía que estar en la película. “Todo lo que sucede cuando le quitan la mascarilla, cuando apartan a Héctor, todo lo he cogido de partos reales que me contaron esas madres sordas”. Es la única secuencia del film donde no hay nada ficcionado, y es también, probablemente, la más difícil de olvidar.
Lo que más ha sorprendido a Eva Libertad en el recorrido de la película es la cantidad de mujeres oyentes que se han reconocido en Ángela. Madres que le escriben diciendo que no son sordas pero que se han sentido exactamente así: solas, inseguras, perdidas ante la llegada de una criatura que lo mueve todo. “Al final los miedos, las inseguridades, nuestros sentimientos son mucho más parecidos de lo que pensamos. El problema es que muchas veces los vivimos en soledad y creemos que son solo nuestros. Nos iría muy bien si viésemos nuestros miedos como algo mucho más comunitario”.
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Dal 7 maggio al cinema con Vision Distribution, “Antartica — Quasi una fiaba” è l’opera prima cinematografica della regista teatrale e drammaturga Lucia Calamaro. Il film racconta di una piccola comunità di scienziati nella base più isolata dell’Antartide, irraggiungibile per otto mesi l’anno, che guarda al futuro della specie umana cercando cose che ancora non capisce, non conosce, non sa. L’arrivo di Maria (Barbara Ronchi) metterà in crisi i progetti del capomissione Fulvio Cadorna (Silvio Orlando), suo mentore. Il film, presentato in anteprima al Bif&st di Bari 2026, vede nel cast anche Valentina Bellè e Lorenzo Balducci.
“Antartica” parte da una domanda precisa, che il film stesso si pone: non è forse tornato il momento di “romanticizzare il mondo”, per citare il film? Lucia Calamaro chiarisce subito cosa intende: non il romanticismo sentimentale, ma qualcosa di più alto. “Romanticizzare nel senso alto del romanzo: narrazione, invenzione di una storia diversa possibile. Bisogna essere visionari. L’utopia deve tornare nel battito del nostro presente, perché l’abbiamo presa, dismessa e buttata via. Tutto sarà sempre così, non dipende da me. No, dipende da te. “
È un invito alla responsabilità, rivolto prima di tutto agli artisti: “Noi artisti ci dobbiamo prendere la responsabilità dei discorsi che facciamo perché c’è un pubblico che viene a vederci”.
Si unisce al discorso Barbara Ronchi che confessa che quello che la ha convinta del film è anche la sua capacità di lanciare una sfida al sistema. “Mi piaceva questa grande idea di rilanciare al capitalismo e dire: ci avete detto che quello era il sistema, che vince chi è più ricco, che questo è il fondamento di questo passaggio su questa terra. E invece non è così. Noi siamo qui per un tempo brevissimo. Prima di noi e dopo di noi c’è stato di tutto e continuerà a esserci. Siamo una staffetta, io porto la luce per un po’ e tu continuerai dopo di me”.
Il film nasce nel 2020-2021, nell’uscita dal Covid, e arriva nelle sale nel 2026, in un momento in cui, come dice Lucia Calamaro “nell’aria c’è tanta polvere, si tira su di tutto dai tappeti”. La speranza è l centro del film, il suo motore: “C’è del monacale dentro questo film e nel personaggio di Barbara, il ritiro spirituale per andare altrove, il togliersi dalla confusione e dallo smercio del mondo per cercare qualcos’altro. Artisti, scienziati, persone che lavorano nella cultura: dobbiamo prenderci la responsabilità di ricreare spazi immaginari di speranza e positività per chi non ha tempo di farlo”. Barbara Ronchi aggiunge la sua sulla speranza nel e del film: “Mi piace l’idea che non c’è l’eroe che ce la fa, è l’umanità intera che ce la fa. Magari c’è il sacrificio di uno che non conosco e di cui non sai, ma si è sacrificato. L’idea è che l’umanità riesca ad andare avanti pensando a qualcosa di più ideale, di più romanticizzato”.
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After premiering in Locarno Film Festival, Kim Allamand and his film Heart Fruit land in KVIFF in the program EFP FUTURE FRAMES – Generation NEXT of European Cinema , a 20′ episode film aiming at deconstructing clichés of cinematic love.
To quote the EFP: “Director Kim Allamand’s captivating film explores all these phenomena associated with romantic relationships”.
Since 2015 EFP FUTURE FRAMES – Generation NEXT of European Cinema annually presents ten outstanding young directors from Europe with their latest work at the Karlovy Vary International Film Festival (KVIFF) in the Czech Republic.
FUTURE FRAMES highlights new European cinema and the promising young directing talent behind it.
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R.M.N. or as it has been translated for its italian release Wild Animals – Animali Selvatici is, maybe, the most universal film, romanian director Cristian Mungiu has ever made. It is set in a multiethnic village in Transylvania, Romania, during the 2019–20 holiday season.
The original titles comes from the Romanian acronym for nuclear magnetic resonance, as the film is “an investigation of the brain. A brain scan trying to detect things below the surface”. It is also a depiction of our inner struggle, the one with our wildest side, the survival instinct fighting whoever ( or whatever) we feel doesn’t belong. The italian release of Animali Selvatici is July the 6th.
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Il primo lungometraggio di finzione di Ivan Gergolet, L’uomo senza colpa, è un film che il regista ha voluto fortemente e su cui ha lavorato per 10 anni. La storia di Angela, una vedova di 50 anni che ha perso il marito a causa dell’amianto, e che un giorno si ritrova faccia a faccia con l’uomo responsabile di quelle morti, ormai paralizzato, è un racconto di redenzione e vendetta. Quando Angela accetta di diventare la badante dell’uomo, inizierà per lei un viaggio nella tragedia della sua perdita.
Gergolet ci racconta perchè era così importante per lui trattare il tema delle morti per amianto, una ferita ancora aperta nella storia di alcuni territori italiani come Monfalcone e Trieste, dove molte famiglie aspettano ancora giustizia.
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PODCAST | Giulia Bianconi intervista Gabriele Muccino, Silvia D’Amico, Francesco Scianna, Simone Liberati, regista e protagonisti del film A casa tutti bene.
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Personaggi in cerca di felicità, vitali, ma anche fallibili e oscuri. Gabriele Muccino dirige la seconda stagione di A casa tutti bene, serie Sky Original dal 5 maggio su Sky e in streaming su Now, spingendo ancora di più l’acceleratore sul crime. Il regista racconta quanto questa serie sia anche lo specchio del mondo di oggi, mentre i protagonisti parlano del lavoro fatto con il regista e sui rispettivi personaggi.
A casa tutti bene: Mentre Carlo concilia la vita familiare con i progetti imprenditoriali, Paolo continua la battaglia legale contro Olivia, Sara riscopre l’amore e Alba, ora senza segreti, si ricostruisce una vita. Eppure, ancora una volta, a scompigliare le carte arriva il passato. Al centro della storia c’è sempre la famiglia: Carlo, Paolo, Sara, Riccardo, Diego e Ginevra affrontano prove inaspettate, ognuno guidato dal proprio desiderio. Nuovi amori e tormenti infiammano le loro vite e, per quanto possa sembrare ingiusto, le colpe dei genitori ricadono sempre sui figli. Così i protagonisti vanno incontro a un destino ineluttabile: la felicità è un’illusione impossibile da afferrare, soprattutto per loro.
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PODCAST | Giulia Bianconi interviews Anthony, Angela and Joe Russo, Richard Madden, Priyanka Chopra Jonas, Stanley Tucci and David Weil, producers, actors and showrunner of the series Citadel.
At the premiere in Rome, producers Anthony, Angela and Joe Russo, protagonists Richard Madden, Priyanka Chopra Jonas, Stanley Tucci and showrunner David Weil talk about the new tv series Citadel, available on April 28 on Amazon Prime Video
Citadel: Eight years ago, Citadel fell. The independent global spy agency—tasked to uphold the safety and security of all people— was destroyed by operatives of Manticore, a powerful syndicate manipulating the world from the shadows. With Citadel’s fall, elite agents Mason Kane (Richard Madden) and Nadia Sinh (Priyanka Chopra Jonas) had their memories wiped as they narrowly escaped with their lives. They’ve remained hidden ever since, building new lives under new identities, unaware of their pasts. Until one night, when Mason is tracked down by his former Citadel colleague, Bernard Orlick (Stanley Tucci), who desperately needs his help to prevent Manticore from establishing a new world order. Mason seeks out his former partner, Nadia, and the two spies embark on a mission that takes them around the world in an effort to stop Manticore, all while contending with a relationship built on secrets, lies, and a dangerous-yet-undying love.
To discover more, click here.
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PODCAST | Chiara Nicoletti intervista Nanni Moretti, regista e protagonista del film Il sol dell’avvenire.
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A 20 anni da La Stanza del figlio, Palma d’Oro a Cannes, Nanni Moretti torna protagonista nel suo Il Sol dell’Avvenire, nelle sale italiane dal 20 aprile e al 76esimo Festival di Cannes, il prossimo maggio in concorso. Storia di un regista, Giovanni, alle prese con un film con Silvio Orlando e Barbora Bobulova sul 1956, la rivoluzione ungherese e il Partito comunista italiano, che, in crisi con la sua compagna di vita e produttrice, Paola ( Margherita Buy), intanto immagina non uno ma due film da girare. Tre e più film in uno che riportano Nanni Moretti alla commedia. In vista del Festival di Cannes, Moretti, alla luce delle sue molte vesti, quelle di autore, regista, sceneggiatore, distributore, produttore, esercente parla della funzione dei Festival di cinema e la loro utilità in questo momento.
Il sol dell’avvenire: Giovanni è un regista, Paola una produttrice. Giovanni gira un film ambientato nel 1956, scrive un film da Il nuotatore di Cheever e immagina un film con tante canzoni italiane.
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PODCAST | Chiara Nicoletti intervista Claudio Santamaria, voce di “Mario”nel film Super Mario Bros.
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“L’idraulico, figura iconica della società”. Con questa affermazione, Claudio Santamaria, voce italiana di Mario in Super Mario Bros – il film, in uscita nelle sale dal 5 aprile con Universal Pictures, spiega il perché del successo di Super Mario Bros, oltre le generazioni. L’attore e già esperto doppiatore, racconta il suo primo incontro, da adolescente gamer con Mario e riflette sui cambiamenti che questo personaggio e il suo intorno hanno avuto nei decenni, a partire dalla principessa Peach, la più badass di tutti, altro che fanciulla indifesa da salvare.
Super Mario Bros – Il film: Nintendo e Illumination firmano il nuovo film d’animazione ambientato nel mondo di Super Mario Bros. Diretto da Aaron Horvath e Michael Jelenic (produttori di Teen Titans Go! – Il Film ), da una sceneggiatura di Matthew Fogel (The LEGO Movie 2: Una Nuova Avventura, Minions 2 – Come Gru Diventa Cattivissimo), nella versione originale Chris Pratt doppierà Mario, Anya Taylor-Joy sarà la Principessa Peach, Charlie Day sarà Luigi e Jack Black doppierà Bowser; Keegan-Michael Key presta la voce a Toad, Seth Rogen e Fred Armisen rispettivamente a Donkey e a Cranky Kong. A Kevin Michael Richardson spetta il ruolo di Kamek e a Sebastian Maniscalco quello di Spike. Il film è prodotto dal fondatore e CEO di Illumination Chris Meledandri e da Shigeru Miyamoto per Nintendo. Il film è co-finanziato da Universal Pictures e Nintendo e distribuito in tutto il mondo da Universal Pictures.
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PODCAST | Chiara Nicoletti intervista Giuseppe Fiorello, regista del film Stranizza D’Amuri.
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Per la sua opera prima da regista, Giuseppe Fiorello porta sul grande schermo una storia di un’amicizia e di un amore senza tempo, puro come quello che si vive solo in adolescenza, Stranizza D’Amuri. Il film è interpretato dai giovanissimi Gabriele Pizzurro e Samuele Segreto, trae il suo titolo dalla canzone di Franco Battiato, omaggiato all’interno del film ed è dedicato a Giorgio e Antonio, vittime del delitto di Giarre, avvenuto nel 1980 in provincia di Catania. Una storia di due ragazzi che volevano solo amarsi liberamente. Il film sarà rigorosamente #soloalcinema dal 23 marzo.
Stranizza D’amuri: Sicilia 1982. Mentre le televisioni trasmettono i Mondiali di calcio e gli italiani sperano nella Coppa del mondo, due adolescenti sognano di vivere il loro amore senza paura. Gianni e Nino si incontrano per caso e poi si amano per scelta. Il loro amore sarà puro e sincero, ma non può sottrarsi al pregiudizio del paese che non comprende e non accetta. Il loro amore non sarà compreso nemmeno dalle rispettive famiglie, generando così un conflitto interno forte e doloroso. Stranizza d’amuri racconta il sogno di amarsi senza paura.
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