Goethecast. Giovani sull’onda della letteratura

Friedrich Dürrenmatt, La visita della vecchia signora


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Una vecchia signora, vedova di un miliardario, torna nella natia Güllen, immaginaria cittadina elvetica il cui nome evoca significativamente un simbolico letamaio. La donna fa agli abitanti un’offerta tanto allettante quanto indecente: una cospicua somma di denaro in cambio della morte di Alfred Ill, che in gioventù l'ha sedotta e abbandonata. Nel giro di poco tempo, ogni iniziale resistenza si sgretola smascherando l’ipocrisia e la corruttibilità dei concittadini.

L’autore

Insieme al connazionale Max Frisch, Dürrenmatt (nato nel 1921 vicino a Berna) rinnova il teatro di lingua tedesca mettendo in scena i problemi della società del tempo con spirito caustico e gli strumenti del grottesco. Tradotto in più di quaranta lingue, è stato a lungo l'autore contemporaneo più rappresentato in Germania, sebbene le sue opere fossero non di rado un vero e proprio “calcio in faccia” per la coscienza dei tedeschi.

Il retroscena

Anche se la Visita della vecchia signora – al cui centro vi è la questione dei fondamenti morali della società – è ormai da tempo parte integrante dei programmi scolastici svizzeri, all’indomani della sua prima allo Schauspielhaus di Zurigo nel ’56, non ricevette un'accoglienza unanimemente positiva. La fondazione per la promozione culturale Pro Helvetia, ad esempio, rifiutò una richiesta di sussidio sostenendo che non si trattava di un'opera rappresentativa dello spirito nazionale. Una pecca che si è rivelata poi essere il suo punto di forza visto che, proprio grazie all’universalità dei temi che affronta, questa “commedia tragica” viene rappresentata ancora oggi sui palcoscenici di tutto il mondo.

Lo sapevate che… ?

Il dramma ha avuto notevole fortuna anche al cinema approdando nel ’64 sugli schermi di Hollywood con The visit, pellicola interamente girata in Italia, anche se la vicenda è collocata in un paesino dei Balcani. A dispetto dell’ambientazione esotica, l’adattamento più fedele è però quello del regista senegalese Djibril Diop Mambéty, che lavorò a stretto contatto con Dürrenmatt: uscito nel ’92, il film è ambientato in una piccola località del Sahel devastata dalla miseria; a essere sotto accusa sono questa volta le classi dirigenti africane e un sistema internazionale che sfrutta l'Africa, le Iene a cui allude il titolo, insomma, ovvero tutti coloro che cedono alle lusinghe del colonialismo e del capitalismo.

Per approfondire

Ascolta su Radio 3 la puntata di Wikiradio del 14.12.2018: “Friedrich Dürrenmatt raccontato da Francesco Fiorentino”:

Guarda lo sceneggiato tratto dal dramma trasmesso dalla Rai nel 1973 (in italiano):

Guarda lo sceneggiato tratto dal dramma trasmesso dall’emittente Südwestfunk nel 1959 (in tedesco):

Guarda la rappresentazione del dramma messa in scena nel 2010 dagli studenti della Kantonschule Wohlen (in tedesco):


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